Goonix | Qualità e Risparmio

Quando si ha necessità di acquistare un nuovo elettrodomestico, sia esso un dispositivo grande o piccolo, solitamente la prima cosa che si fa è visionare i volantini della grande distribuzione organizzata o andare alla ricerca di qualche offerta particolare su internet. A tal proposito il sito che negli ultimi anni si è distinto maggiormente per la convenienza dei prezzi proposti, nonchè per la qualità dei prodotti che offre, è sicuramente Goonix. Su Goonix.it è infatti possibile trovare tantissime offerte elettrodomestici e non, che presentano prezzi effettivamente più bassi rispetto la media di mercato e che rappresentano dunque un’importante risorsa per gli utenti, i quali possono così portare a casa i prodotti di cui hanno bisogno risparmiando effettivamente su quanto avevano preventivato.

Le categorie merceologiche presenti sono veramente tante e vanno dagli elettrodomestici ai dispositivi tecnologici più avanzati, dai giochi per bambini agli accessori per il tempo libero, dall’arredamento all’informatica e così via. Individuare ciò di cui si ha bisogno è veramente semplice e bastano pochi click per poter visionare una moltitudine di prodotti, tra i quali andare poi a scegliere con calma.

Individuato il prodotto che maggiormente incontra i propri desideri è possibile pagare con tutta la comodità di PayPal o carta di credito, ma anche tramite bonifico bancario. Inoltre, se lo si vuole, è anche possibile prolungare la garanzia prevista dalla casa produttrice così da tutelare il proprio acquisto anche gli anni a venire. La merce acquistata sarà recapitata direttamente presso il domicilio indicato nell’arco di un paio di giorni lavorativi tramite corriere espresso, e sarà sempre possibile usufruire dei servizi di assistenza post vendita nel caso in cui si riscontrino difetti o anomalie nei prodotti acquistati. Se stai dunque pensando di acquistare un nuovo elettrodomestico o qualsiasi altro tipo di prodotto, consulta Goonix e scoprirai che qui ci sono in effetti i prezzi più bassi del web.

Leon Louis:  creazioni di qualità dal design innovativo

Chi veste Leon Louis conosce bene l’esigenza di vestire in maniera adeguata a quello che è il proprio stile di vita e alla personalità di ciascuno di noi, la quale è importante che riesca a trasparire già da ciò che si indossa. Portare dei capi d’abbigliamento così particolari e ricercati mette ognuno nelle condizioni di poter vestire esattamente nella maniera desiderata e con lo stile che più si sente proprio: questo è il concept che sin dal 2010, anno in cui i prodotti Leon Louis sono arrivati sul mercato, accompagna questo importante brand che vive una crescita costante grazie a creazioni che rappresentano il frutto di una ricerca costante e meticolosa per quel che riguarda il design ed i materiali impiegati. Proprio da questa assoluta attenzione verso anche il più piccolo dei dettagli nascono le creazioni Leon Louis, oggi apprezzate in tutto il mondo e che consentono a tutti di poter vestire nella maniera desiderata tenendo sempre alto il nome della qualità e delle forme geniali.

Su revolutionconceptstore.it puoi trovare tantissime proposte circa le bellissime creazioni Leon Louis: dai pantaloni ai bermuda, dai giubbini alle tuniche passando per i jeans, qui avrai la possibilità di visionare tantissimi articoli e di comprenderne meglio ogni sfumatura grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ogni prodotto. Individuato l’articolo di tuo interesse e selezionata la tua taglia, potrai aggiungerlo facilmente al carrello con un solo clic e procedere al pagamento (tramite Paypal o contrassegno), così da ricevere la merce direttamente a casa entro un paio di giorni lavorativi. Vestire in maniera creativa ed elegante allo stesso tempo non è mai stato così semplice grazie a revolutionconceptstore.it, e ricorda di sfruttare anche gli appositi filtri di ricerca così da andare a visualizzare esclusivamente i prodotti che sono realmente in grado di soddisfare i tuoi desideri.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Qualità e convenienza

Un caffè cremoso dal gusto intenso e dall’aroma avvolgente, ecco di cosa hanno bisogno gli italiani nel corso della giornata per vivere piccoli momenti di delicato piacere. Le cialde Lavazza a Modo Mio che trovi sul sito, anche in versione compatibile, www.cialdamia.it ti regalano ogni giorno queste pause di benessere, ogni volta che ne avverti il bisogno e con tutta la qualità delle sue miscele ricercate, che consentono a ciascuno di poter avere il caffè preferito. Prova il gusto delicato della qualità oro o la corposità della qualità crema e gusto, per un viaggio unico alla riscoperta di un aroma ed un buon sapore che avevi dimenticato. E cosa dire delle capsule al ginseng e all’orzo? Il bello delle cialde e delle capsule Lavazza infatti, è che ti permettono di bere esattamente il tipo di caffè che preferisci senza doverti accontentare di qualcosa che semplicemente si avvicina a ciò che hai in mente, ma consentendoti invece di sorseggiare ogni volta esattamente quel gusto unico in grado di donarti il piacere ed il relax di cui hai bisogno.

Perché dunque, recarsi al bar per bere un caffè squisito quando è possibile averlo direttamente in casa con un semplice gesto? Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio è proprio la libertà di poterti concedere questo piccolo piacere quotidiano anche più volte al giorno con una semplicità estrema ed una convenienza che ti stupirà. Se non lo hai mai provato e sei ancora alla ricerca di quelle cialde veramente in grado di farti provare la piacevole sensazione che provi quando ti rechi al bar, questa è l’occasione giusta per incontrare in maniera inequivocabile quell’aroma e quel gusto che desideri da tanto tempo. Scopri come ottenere la spedizione gratuita e fai una buona scorta delle tue cialde preferite per non correre il rischio di rimanere senza!

Furti di password: i malware che le rubano sono aumentati del 60% nel 2019

Le nostre password sono sempre di più a rischio furto. L’utilizzo di “password stealer”, i malware progettati per la raccolta dei dati digitali degli utenti, è aumentato in modo significativo nell’ultimo periodo. Il PSW, acronimo di Password Stealing Ware, è uno strumento che i cybercriminali utilizzano per accedere alla privacy degli utenti. Questo particolare tipo di software malevolo “ruba” i dati direttamente dai browser utilizzando diversi metodi. Molto spesso si tratta di informazioni sensibili – come dati di accesso agli account online – o di carattere finanziario – come password salvate, dati di riempimento automatico e dettagli memorizzati per i pagamenti digitali. Alcune famiglie di questo tipo di malware, inoltre, sono progettate per rubare i cookie direttamente dal browser, i file utente da una posizione specifica e i file delle applicazioni come i servizi di messaggistica. Nel corso degli ultimi mesi,  Kaspersky ha rilevato dei picchi di attività per quanto riguarda i malware stealer in Europa e in Asia. Nella maggior parte dei casi, questi malware hanno preso di mira utenti di paesi come la Russia, l’India, il Brasile, la Germania e gli Stati Uniti. Sempre nell’ultimo periodo, si è riscontrata una crescita significativa del trojan stealer multifunzione Azorult.

Commenta così il fenomeno Alexander Eremin, Security Researcher di Kaspersky: “Le persone oggi sono sempre più attive online e scelgono spesso di affidarsi a Internet per molte delle loro attività quotidiane. Questa tendenza porta ad avere un numero sempre maggiore di dati e informazioni all’interno dei loro profili digitali, rendendoli così un bersaglio particolarmente interessante per i cybercriminali: questi dati, infatti, possono essere monetizzati in molti modi in un secondo momento. Gli utenti possono utilizzare i loro servizi online preferiti con la certezza che le loro informazioni non saranno messe a rischio semplicemente memorizzando le password e le credenziali in modo sicuro. Questa buona abitudine dovrebbe essere supportata anche dall’implementazione di una soluzione di sicurezza digitale, perché la prudenza non è mai troppa”.

Password e credenziali al sicuro

I consigli degli esperti di Kaspersky, anche per mettersi al riparo da questa specifica tipologia di malware, sono semplici ma sicuramente efficaci. Innanzitutto, è importante non condividere password e informazioni personali con amici o familiari perché potrebbero renderle involontariamente vulnerabili all’azione del malware. Non pubblicare questo tipo di informazioni sui forum online o sui social media. Procedere sempre con l’installazione degli aggiornamenti e delle patch dei prodotti per garantire la protezione dai malware e dalle minacce più recenti. Scegliere soluzioni di sicurezza informatica sicure e specifiche per la protezione di password e informazioni personali.

 

Famiglie in affitto, un quinto delle spese è per il canone

Le famiglie che vivono in una abitazione in affitto, il 18,7% delle famiglie italiane, in media destinano oltre un quinto della loro spesa complessiva al pagamento del canone. Si tratta di una percentuale che si aggira da un minimo del 13,7% nelle Isole a un massimo del 20,2% nel Nord-ovest.  Secondo l’ultimo report dell’Istat la spesa media per le famiglie che pagano un affitto è di 399 euro mensili, più alta nel Centro (461 euro) e nel Nord, in particolare, 420 euro nel Nord-ovest e 425 euro nel Nord-est. Al Sud la spesa media per il canone è invece di 316 euro mensili, e nelle Isole scende a 309 euro.

Una quota più elevata nei comuni centro delle aree metropolitane

La quota più elevata di famiglie in affitto si registra nei comuni centro delle aree metropolitane (27,7%) e nei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti (21,0%), rispetto al 14,8% dei comuni fino a 50mila abitanti che non appartengono alla cerchia periferica delle aree metropolitane. Nei comuni centro di area metropolitana si paga mediamente un affitto pari a 487 euro mensili, 83 euro in più della media dei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti, e 142 euro in più dei comuni fino a 50mila abitanti che non fanno parte della periferia delle aree metropolitane.

La spesa media mensile per i consumi è di 2.571 euro

Nel 2018, riporta Adnkronos, la stima della spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia è stata pari a 2.571 euro in valori correnti, sostanzialmente invariata rispetto al 2017 (+0,3%), quando era cresciuta dell’1,6% sul 2016. Pur in attenuazione, restano ampi i divari territoriali, e il differenziale maggiore è tra Nord-ovest e Isole (circa 800 euro).

Come in passato, i livelli di spesa più elevati, e superiori alla media nazionale, si registrano nel Nord-ovest (2.866 euro), nel Nord-est (2.783) e nel Centro (2.723 euro). Più bassi, e inferiori alla media nazionale, nel Sud (2.087 euro) e nelle Isole (2.068 euro).

Per l’abitazione si spende il 35,1% del totale

Per Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria la spesa resta invariata rispetto all’anno precedente (con l’eccezione del Nord-est, dove si contrae del 3,5%) ed è pari a 903 euro (il 35,1% del totale), di cui 589 euro di affitti figurativi. Tra le spese non alimentari, la quota più rilevante dopo l’abitazione è destinata ai Trasporti (11,4%, 292 euro), seguono Altri beni e servizi (7,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione e Beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (5,0%), Servizi sanitari e salute (4,7%, 121 euro mensili), Abbigliamento e calzature (4,6%), Mobili, articoli e servizi per la casa (4,2%). Solo la spesa per le Comunicazioni, pari al 2,4% della spesa totale (62 euro mensili), si contrae in misura significativa (-2,5%) rispetto al 2017.

 

Ecodom nel 2018 ha gestito 126 mila tonnellate di rifiuti RAEE

Nel 2018 il consorzio Ecodom ha trattato oltre 105 mila tonnellate di rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, di cui il totale ammonta a 126mila tonnellate, con un taglio delle emissioni di CO2 pari a 808 mila tonnellate. Secondo l’undicesima edizione del Rapporto di Sostenibilità relativo all’anno 2018, su un totale di 310.610 tonnellate di RAEE Domestici gestiti complessivamente nel sistema formale italiano, 105.824 tonnellate, pari al 34,1%, sono state processate nella filiera di trattamento gestita dal consorzio.

Oltre ai RAEE Domestici si aggiungono ulteriori 8 tonnellate di pile e accumulatori portatili (RIPA) e 20.200 tonnellate di Rifiuti Aziendali, di cui 4.808 tonnellate di RAEE professionali.

Risparmiati 130,8 milioni di kWh di energia e riciclate 94.365 tonnellate di materie prime

Il lavoro di Ecodom ha inoltre permesso di risparmiare 130,8 milioni di kWh di energia, corrispondente al consumo elettrico annuo di una città di 120mila abitanti, come Bergamo. E l’opera del consorzio ha reso possibile riciclare 94.365 tonnellate di materie prime seconde provenienti da RAEE. Il tutto con un livello di servizio, misurato sulla puntualità dei ritiri dai Centri di Raccolta, pari al 99,84%. Più in particolare, nel 2018 Ecodom ha gestito il 43,6% dei RAEE appartenenti al Raggruppamento R1 (Freddo e Clima) con 36.704 tonnellate, e il 64,2% degli R2 (Grandi Bianchi), con 65.300 tonnellate. A queste quantità si aggiungono quelle dei RAEE R3 (televisori e monitor) con 2.627 tonnellate (pari al 4,4% sul totale nazionale), dei RAEE R4 (informatica, elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici e apparecchi di illuminazione) con 1.189 tonnellate (1,9%), e dei RAEE R5 (sorgenti luminose) con 3 tonnellate (0,2%).

Principali output del riciclo 66.225 tonnellate di ferro e oltre 12mila di plastia

Nel 2018 i Punti di Prelievo (PdP) gestiti da Ecodom sono stati 4.825, ed è cresciuto il numero dei trasporti effettuati dagli automezzi al servizio di Ecodom, arrivati a 46.676 (+5,7% rispetto al 2017). Dai rifiuti (RAEE, RIPA e Rifiuti Aziendali) lavorati nel 2018 presso gli impianti partner di Ecodom è stato possibile recuperare materie prime seconde per un peso totale di 112.951 tonnellate. Gli output principali del riciclo sono state 66.225 tonnellate di ferro, oltre 12mila tonnellate di plastiche, circa 10mila tonnellate di metalli non ferrosi e 3mila tonnellate di vetro.

Ricavi superiori a 38 milioni di euro

Nell’anno 2018 il lavoro di Ecodom, riporta Askanews, ha generato ricavi superiori a 38 milioni di euro, con una flessione del 6,5% rispetto all’anno precedente. Le principali entrate sono state determinate dagli Eco-contributi RAEE, superiori a 16 milioni di euro (-26% rispetto al 2017), dai ricavi provenienti alla valorizzazione delle materie prime seconde, superiori a 13 milioni di euro (+3,6%), e dai ricavi ottenuti dalla gestione dei Rifiuti Aziendali, pari a 7,7 milioni di euro (+52,8%).

Quando i genitori sono un ‘elicottero’ in perenne soccorso dei figli

Sempre in ansia, sempre in mezzo, pronti a tutto pur di risolvere i problemi dei figli. Insomma, “genitori elicottero”, perennemente in soccorso, che sorvolano sopra le loro teste per controllare qualsiasi cosa facciano, e infine atterrano per risolvere ogni situazione. Magari in buona fede, con l’idea di far crescere i figli evitando loro di conoscere il dolore, e farli scivolare senza sforzo lungo il cammino della vita. Viene da chiedersi come ha fatto l’umanità a sopravvivere fino a oggi senza genitori di questo tipo. Ma anche, come fa l’umanità fuori dalla comfort zone delle nostre “calde cucce occidentali” ad andare avanti senza l’elisoccorso?

Non si fidano di nessuno, e non hanno il senso della misura

Di questa tendenza iperprotettiva si sono occupate due redattrici dello Spiegel Online, Lena Greiner e Carola Padtberg, nel libro Genitori Elicottero, Feltrinelli Urra, che raccoglie episodi spesso esilaranti raccontati dai lettori. Gli aneddoti arrivati da educatori, pediatri, o allenatori di calcio, dimostrano che i genitori elicottero non si fidano più di nessuno, e spesso non hanno il senso della misura. C’è infatti chi arriva a chiamare l’avvocato per agire nei confronti della scuola o di un insegnante. Ma genitore elicottero è anche quello che aiuta i figli nei compiti, correggendoli a casa prima che i ragazzi li riportino a scuola. Per non parlare dei padri ambiziosi, una vera e propria piaga per gli allenatori di calcio.

Quando arriva l’affrancamento le conseguenze possono essere drammatiche

Dove la vicenda si fa più tragica è quando i figli raggiungono l’età giusta per non avere anagraficamente più bisogno della rete genitoriale, riporta Ansa. Eppure anche lì fidarsi è bene, ma controllare è meglio. Ed ecco genitori che vanno a prenotare l’esame all’Università, a riempire il frigorifero della casa dove sono andati ad abitare i figli studenti, e persino a rispondere per loro agli annunci di lavoro. Poi, a un certo punto, arriva l’affrancamento, ma le conseguenze possono essere drammatiche. I genitori elicottero infatti hanno protetto i figli in modo fanatico per una vita, puntando tutto sulla prole e mettendo le loro vite in secondo piano. Insomma, facendo del loro essere genitori una ragione di vita.

“Negli ultimi due decenni padri e madri hanno perso molte sicurezze”

Occuparci dei figli può dare dipendenza, ci illude di renderci felici, ma quando sono andati via dal nido cosa resta di noi?  “Questi genitori non sono in grado di tracciare una linea di demarcazione tra se stessi e i figli, ciò accade perché negli ultimi due decenni padri e madri hanno perso molte sicurezze sul lavoro e sul welfare – spiega lo psichiatra dell’età evolutiva Michael Winterhoff -. Inconsapevolmente questi genitori trasformano la felicità del figlio nella propria felicità: percepiscono il figlio come un loro prolungamento, vivono in simbiosi. I genitori devono rendersi conto di non poter essere i migliori amici dei figli. Il loro compito è orientarli, guidarli, proteggerli, dire di no”.

La diversità di genere non è una priorità nelle aziende tech: la ricerca di di Booking.com

Il 44% delle donne impiegate nel settore della tecnologia pensa che la diversità non sia ancora adeguatamente promossa dalle proprie aziende. Ecco, in estrema sintesi, il “verdetto” del sondaggio condotto a livello globale da Booking.com, una delle aziende più importanti nel mondo dei viaggi e leader in campo tecnologico. Circa la metà delle intervistate quindi, il 56% per la precisione, ritiene la propria azienda interessata alla promozione della diversità di genere e attiva in questa direzione. Tradotto nella pratica, il dato dell’inchiesta significa che sebbene siano state intraprese molte iniziative per ridurre il divario tra generi e incoraggiare sempre più donne a intraprendere una carriera nel tech, resta ancora molto da fare per far crescere talenti al femminile. “Le aziende in campo tecnologico devono necessariamente ridefinire la rotta intrapresa: non solo per far restare la forza lavoro al femminile, ma anche per far tornare chi ha lasciato temporaneamente il settore e sta cercando di reinserirsi. Attirando talenti con un tale bagaglio di conoscenza ed esperienza, le aziende possono trarre benefici non solo dal punto di vista della cultura e della reputazione, ma anche monetario” dice il sondaggio.

Un divario che cresce invece di diminuire

La realtà non gioca a favore della messa in luce delle tante capacità delle donne. L’ultimo World Economic Forum Gender Gap Report ha indicato come in tutto il mondo il divario tra i generi stia crescendo invece di diminuire. Eppure le donne continuano a contribuire significativamente a vari aspetti del business. Alla domanda su quali benefici potrebbe portare una maggiore diversificazione e varietà nella forza lavoro, il 90% delle donne (già impiegate nel settore o alla ricerca di una carriera nel tech) ha risposto che potrebbe aiutare ad avere più punti di vista, dovuti a diversi tipi di formazione ed esperienze. Il 90% ha indicato maggiore flessibilità nei benefit e per il 90% è stato importante sottolineare la possibilità di avere un migliore ambiente di lavoro, a vantaggio di tutti i dipendenti. Inoltre, le donne sentono che una loro maggiore presenza nel mondo del tech potrebbe contribuire a migliorare la reputazione del brand e dell’azienda (secondo l’88%), e la fiducia in generale nell’intero settore (per l’87%). I dati di settore mostrano anche vantaggi economici più ampi: la ricerca di PricewaterhouseCoopers ha mostrato di recente come un aumento delle donne lavoratrici del 5% (raggiungendo così il 75%) potrebbe dare una spinta al prodotto interno lordo del Regno Unito di circa il 9%. Mica poco.

La carica in più di chi torna dopo una pausa 

Oggi oltre 3 donne su 5 tra quelle che sono tornate al lavoro, o che vorrebbero farlo, pensano che l’aver preso una pausa possa aver danneggiato le loro possibilità di carriera e circa il 73% crede che il settore debba impegnarsi di più per agevolare il loro rientro al lavoro. La risposta potrebbe essere nei programmi di reinserimento, presenti non solo nel tech ma anche in altri comparti. Il 70% delle donne che rientra nel tech considera queste iniziative un ottimo modo per superare le difficoltà iniziali, con attenzione speciale ai training, allo sviluppo di nuove competenze e a sessioni di mentorship.

Nel 2022 traffico dati su reti mobili quattro volte più intenso

Fra tre anni saranno 165 milioni i device e le connessioni IoT attive sulle reti mobili italiane. L’11,1% in più rispetto al 2017, quando erano circa 97,6 milioni. Con la crescita di device e connessioni crescerà anche il volume del traffico dati, destinato a quadruplicare entro il 2022 fino a raggiungere un volume di 489 petabyte al mese, l’equivalente del contenuto registrabile su 122 milioni di Dvd.  È quanto si legge nella 12a edizione del Mobile Visual Networking Index di Cisco, che descrive lo scenario del traffico dati sulle reti mobili mondiali. Ai tempi della prima edizione il traffico dati su reti mobili (mondiali era meno del 5% di tutto il traffico IP sulla rete. Oggi, secondo il report, lo scenario è drasticamente cambiato. E con l’avvicinarsi dell’era del 5G le cose sono destinate a cambiare ancora di più.

Fra tre anni 8,5 GB di traffico per utente al mese

Ad aumentare saranno in particolare i cosiddetti moduli macchina-macchina, quelli cioè che usano le reti mobili per connettersi, e che nel 2022 rappresenteranno il 58,6% del totale (il 30,8% nel 2017). Ma secondo lo studio nel 2022, in Italia, il traffico prodotto da ogni singolo utente su rete mobile sarà pari in media a 8,5 GB al mese, contro i 2,3 del 2017, e la quantità di dati scambiata dalle connessioni macchina-macchina produrrà 575 MB di traffico dati mobile al mese rispetto ai 252 MB registrati nel 2018.

La velocità media delle connessioni mobile raggiungerà 41,1 Mbps

Nel corso dei prossimi anni la velocità media delle connessioni mobile in Italia aumenterà di molto, e passerà da una media di 8 Mbps registrata nel 2018 ai 41,1 Mbps del 2022. A far “saltare il banco” sulla media sarà l’arrivo in Italia delle prime connessioni 5G, attualmente oggetto di sperimentazioni da parte degli operatori Tlc, e per le quali lo studio Cisco VNI prevede nel 2022 una velocità media di 139,8 Mbps.

Il 4,6% delle connessioni saranno 5G

In Italia, riporta Askanews su fonte Cyber Affairs, nel 2022 il 4,6% delle connessioni (7,6 milioni) saranno quindi connessioni 5G, il 60,7% saranno 4G (triplicate rispetto al 2017), il 5,7% 3G (erano il 39,8% nel 2017), il 4,4% 2G (erano il 23,3% nel 2017), e il 24,6% saranno connessioni LPWA (Low Power Wide Area), tipicamente associate alle connessioni IoT (il 5% nel 2017).

Whatsapp limita i messaggi inoltrati per combattere le fake news

Arginare spam e bufale: questo l’obiettivo di Whatsapp, che ha posto un freno agli “inoltri” selvaggi nelle chat. Una misura già partita la scorsa estate in India, e che è diventata prassi a livello mondiale. Ogni utente ora può quindi inoltrare un messaggio non più di cinque volte, sia a utenti privati sia a gruppi. Il limite, già attivo anche sui dispositivi degli utenti italiani, è una scelta che mira a far tornare l’app sui binari originali, quelli del mero scambio di battute ed elementi solo all’interno di un contesto privato e personale.

Il design anonimo dei messaggi inoltrati favorisce la mancata assunzione di responsabilità

In India il limite dei cinque destinatari era già stato imposto dopo che Whatsapp era stata indicata come una delle responsabili di una serie di omicidi innescati dalla diffusione di notizie false all’interno di gruppi più capillari, spesso composti da amici e familiari

In passato, siti come The Verge, avevano fatto notare come il design scelto per i messaggi inoltrati, un testo grigio anonimo e privo del nome del mittente originario, avrebbe permesso ai messaggi di viaggiare in maniera più rapida, e senza una vera assunzione di responsabilità. Una modalità molto pericolosa soprattutto all’interno di contesti legati alla propaganda elettorale e alla politica in generale.

Allarme in Brasile per la libera circolazione di notizie non verificate all’interno delle chat

Tre giornalisti brasiliani, riporta Agi, avevano già denunciato sulle pagine del New York Times una situazione simile antecedente all’elezione del neo presidente brasiliano Jair Bolsonaro. A proposito di ambiente “avvelenato” dalle fake news i giornalisti mettevano in guardia l’opinione pubblica e l’azienda americana sulla libera circolazione di notizie non verificate all’interno delle chat.

Cristina Tardáguila, Fabrício Benevenuto e Pablo Ortellado, autori di una pubblicazione sullo stato preoccupante della disinformazione nel paese sudamericano, avevano chiesto di introdurre una limitazione per arginare una deriva sempre più forte e incontrollata.

Un aggiornamento permetterà l’attivazione del nuovo limite di inoltro

Non è chiaro se la nuova misura introdotta da Whatsapp sia legata in qualche modo a questo tipo di richiesta. Carl Woog, capo della comunicazione dell’app di messaggistica, ha confermato a Reuters che è stato pubblicato un aggiornamento dell’applicazione che permette l’attivazione del nuovo limite di inoltro. Si tratta di una riduzione importante rispetto al precedente limite di 20 chat, che dovrebbe evitare quanto più possibile lo spam, la ricondivisione senza criterio e le catene di Sant’Antonio

Macchine da stampa, un settore che vale 3 miliardi di euro

Il comparto italiano delle macchine per l’industria grafica, cartotecnica e di trasformazione vale 3 miliardi di euro. Nel 2018 il fatturato delle industrie italiane per le macchine da stampa e del converting è cresciuto del 10%, ancor più dell’l’8,7% del 2017. Secondo i dati preconsuntivi diffusi da Acimga, l’associazione che rappresenta le aziende del settore, il fatturato è dovuto per oltre il 60% all’export (1,84 miliardi di euro), cresciuto nel 2018 del 7,6% dopo la lieve frenata (-0.3%) del 2017.

Continua quindi il trend positivo del settore, e il dato sulle vendite all’estero conferma l’apprezzamento oltre confine di queste macchine, prodotte da piccole e medie aziende italiane, ma con un elevato know-how.

Cresce il mercato nazionale, ma anche quello dell’import

Crescono a doppia cifra anche le consegne domestiche dei produttori, che sul mercato italiano vendono beni per 1,15 miliardi di euro, con un balzo del 14,2% rispetto al 2017. Anche le importazioni di macchinari dall’estero sono in crescita, riporta Askanews, con un incremento di più di un quinto del loro valore (+21,7%). Un dato che, a prima vista, potrebbe far pensare a un’invasione di macchine straniere sul mercato interno. In realtà le produzioni estere continuano a soddisfare poco più di un terzo del fabbisogno nazionale, mentre i due terzi del consumo interno vengono serviti dall’industria italiana.

“Il piano Industria 4.0 ha dato un impulso a un settore già dinamico”

Si tratta di “Un risultato eccezionale – commenta il presidente di Acimga, Aldo Peretti -. Il piano Industria 4.0 ha sicuramente aiutato e dato un impulso a un settore già dinamico. A breve partiremo con percorsi individuali per le nostre imprese per guidarle nell’innovazione 4.0, con il supporto di SDA Bocconi. Ma – puntualizza Peretti – non guarderemo solo ai nostri associati, ci integreremo sempre di più con Assografici e Assocarta, così che i produttori di macchine da stampa possano guardare a tutta la filiera”.

“Siamo contenti dei risultati del 2018, ma stiamo già pensando a quelli del 2019”

“Insomma – sottolinea Peretti – siamo contenti dei risultati del 2018, ma stiamo già pensando a quelli del 2019 e all’edizione della fiera Print4All Conference del 2021”, la due giorni che l’Acimga sta organizzando il 21 e il 22 marzo 2019 a Fiera Milano. Un’occasione, aggiunge Peretti, “per mettere insieme i produttori di macchine, gli stampatori, gli influencer e i brand owner”.

Finanziamenti online, la banca si informa sui social

Gestire una pratica di finanziamento facendone richiesta dal pc o dallo smartphone, e ricevere i soldi in tempi rapidissimi, è allettante. Ma attenzione: quali metodologie utilizzano le banche per concedere un prestito a chi presenta una quantità esigua di documenti, e senza neanche vedere in faccia il cliente?

Per decidere se concedere o no il finanziamento le banche potrebbero analizzare i profili social degli utenti. Federprivacy quindi raccomanda di leggere bene le informative e tutta la documentazione fornita dall’istituto di credito. Dando il proprio consenso solo se si è certi di aver compreso ‎tutte le condizioni.

Ottenere un prestito in 48 ore

Già diffusi oltreoceano, anche in Europa stanno approdando alcuni sistemi basati su potenti algoritmi di machine learning che permettono all’utente non solo di espletare la pratica in pochi minuti, ma anche di sapere immediatamente se il prestito è concesso, con la possibilità di vedere accreditata sul proprio conto corrente la somma accordata in 48 ore o poco più. Ma attraverso moderne tecnologie di Big Data e Web Analytics i profili dei social network e gli stessi dispositivi utilizzati dai richiedenti possono essere setacciati per rastrellare una miriade di dati personali, che poi vengono combinati con altre informazioni raccolte da fonti tradizionali. Un sofisticato algoritmo infine decide automaticamente se il prestito viene concesso oppure no.

“Gli istituti di credito devono rispettare le regole del GDPR”

A sollevare perplessità sulla mancanza di consapevolezza da parte degli utenti è il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi. “In molti casi le società che erogano finanziamenti sul web con risposta immediata non informano in modo chiaro gli utenti che i loro profili social saranno analizzati da un algoritmo e che tali informazioni concorreranno all’esito della richiesta – spiega Bernardi – Questo comporta che a insaputa del cliente, un prestito potrebbe ad esempio essergli negato a causa di un amico su Facebook che risulta un cattivo pagatore, oppure per delle incongruenze rilevate tra il curriculum pubblicato su Linkedin e il reddito invece dichiarato all’istituto finanziario. I finanziamenti online presentano indubbiamente notevoli vantaggi, ma gli istituti di credito che li introducono devono operare con trasparenza e rispettare le regole del GDPR”.

I colossi bancari puntano sui finanziamenti online

I colossi bancari, riferisce Adnkronos, puntano molto sullo sviluppo di questi sistemi innovativi. Credit Suisse nel 2015 ha investito 200 milioni di dollari su Kabbage, una startup Usa specializzata nel settore su cui di recente anche Ing ha investito 300 milioni di dollari.

In attesa che le autorità facciano luce sui meccanismi dei prestiti online con risposta immediata ed automatica, il consiglio è quello di “leggere accuratamente tutte le informative e la documentazione disponibile – aggiunge Bernardi – compresa quella di eventuali partner con sede oltreoceano, e dare il proprio consenso solo se si è certi di aver compreso ‎tutte le condizioni e poterle così accettare consapevolmente”.