Come decorare un duplex alla perfezione

Un duplex è una casa formata dall’unione di due differenti immobili composti da due piani sovrapposti o uno di fianco all’altro, collegati tra loro. Quando si necessita di arredare o decorare un duplex, bisogna considerare delle particolarità che non si presentano quando arrediamo una casa a un livello o comunque di tipo tradizionale.

Ad ogni modo il risultato finale può essere spettacolare, in quanto il duplex offre anche una serie di vantaggi rispetto alle abitazioni tradizionali come maggiore luminosità, più privacy grazie alla sua disposizione particolare e la possibilità di creare ambienti differenziati.

Esistono duplex di tutte le dimensioni, e quando iniziamo le fasi di scelta di arredi e complementi bisogna tenere conto della disposizione delle varie stanze . Ad esempio al secondo piano, in caso di appartamenti su due livelli, troviamo abitualmente la zona riposo e le camere da letto. Al primo piano il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e il bagno. È possibile anche riservare uno spazio dedicato a un’area di lavoro su uno dei due piani per chi lavora da casa e necessita di una stanza in cui potersi dedicare alle proprie attività.

I consigli per arredare un duplex con gusto

Vediamo adesso di seguito alcune idee e suggerimenti utili decorare con gusto un duplex.

Iniziamo con il dire che in un duplex è possibile creare ambienti diversi a seconda dello spazio disponibile, creando un passaggio armonioso da l’uno all’altro. Puoi giocare con decorazioni e soluzioni, aggiungendo colore ad ogni stanza attraverso i mobili, ma mantenendo l’armonia visiva dell’intero spazio.

Generalmente le scale sono considerate un inconveniente quando si vive in un duplex, ma tu considerale invece un valore aggiunto del quale possiamo anche approfittare. Che ne pensi di usare le scale per creare un spazio di archiviazione aggiuntivo? Puoi farlo sia attraverso armadi su misura che passano inosservati o mensole: scegli l’opzione migliore in base alla tipologia di scala.

Se il tuo duplex è particolarmente piccolo, una buona opzione potrebbe essere quella di posizionare il divano sotto le scale per guadagnare spazio in soggiorno.

Nei duplex, gli spazi sono generalmente aperti. Per ottenere una  transizione armoniosa tra diversi ambienti giocando con decorazioni e suppellettilipuoi scegliere di utilizzare arredo luxury, elementi decorativi o giocare con i  tappeti che consentono un passaggio armonioso tra i diversi ambienti di casa.

Tieni conto di questi consigli e vedrai il tuo duplex diventerà una casa molto accogliente.

I vantaggi dei laser industriali oggi

Dopo la sua scoperta avvenuta nel 1960, il laser (acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) iniziò ad essere applicato all’interno di vari processi industriali. All’inizio, i sistemi laser erano automatizzati e destinati a svolgere attività quali fori nelle pale delle turbine, taglio e perforazione dei diamanti, saldature di vario tipo, taglio di circuiti ibridi e incisioni di parti delicate di cuscinetti e ingranaggi, le quali mostrano informazioni sulle aree lucidate e temprate degli utensili.

Bassi costi e lavorazione più rapida

Il laser, che già offriva vantaggi quali flessibilità, velocità e adattabilità rispetto ad altri metodi convenzionali, gode attualmente di un vantaggio in più: il suo basso costo. Queste caratteristiche rendono il laser un sistema sempre più integrato nei processi industriali contemporanei.

Alcune delle applicazioni che si sono evolute maggiormente nell’ambito dei laser industriali (per creare forme laboriose come loghi e testi alfanumerici) sono state l’incisione, la marcatura e la testurizzazione, tecniche di saldatura più complesse, foratura e taglio, con molta più precisione e libertà di movimento rispetto il passato. In questo caso il materiale su cui lavorare viene adagiato su di una superficie adatta ed il laser si muove in base alle coordinate impostate in base al tipo di lavorazione che si desidera apportare, il che consente l’accesso ad aree difficili da individuare.

Applicazioni tipiche del taglio laser

La maggior parte dei metalli, delle plastiche e delle ceramiche possono essere incise al laser, prima e dopo qualsiasi tipo di trattamento termico o superficiale: vetro, resine epossidiche, compositi, legno, carta, gomma e materiali sintetici, compresi i materiali inerti.

Le applicazioni più comuni riguardano componenti meccanici di precisione, componenti ottici, tagli di pellicole sottili, strumenti medici, impianti, taglio di caschi per motociclette, targhe automobilistiche, identificatori, articoli elettronici, lame di coltelli, stoviglie, coltelli, circuiti integrati, connettori, tastiere e ogni tipo di pezzo con aree difficili da raggiungere.

Come preservare il badge personale da smarrimento e segni di usura?

Un portabadge è un accessorio che viene impiegato da personale di aziende, grandi uffici e negozi o da chiunque necessiti di utilizzare il badge per poter accedere ai locali nei quali l’attività lavorativa viene svolta. Un portabadge dunque, è un cordoncino con all’estremità un astuccio in plastica che ha il compito di custodire il badge personale. Molti direttamente ritengono tale accessorio un capo di moda, e lo sfoggiano anche al di fuori delle attività lavorative.

I porta badge di Cotini srl

Esistono per questo motivo differenti tipologie di cordoncini, i quali sono genericamente ben visibili grazie ai loro colori appariscenti, e che consentono di poter portare il badge personale al collo senza il pericolo che questo possa andare smarrito o dimenticato a casa o in auto. Sullo shop online di Cotini srl è possibile trovare dei bellissimi cordoncini per portabadge, acquistabili in lotti da 10 pezzi e disponibili in tantissime colorazioni differenti.

I cordoncini che Cotini srl propone sono infatti disponibili nelle colorazioni arancione, turchese, giallo, rosso, nero, verde, rosa, blu, e arancione. Sono realizzati in nylon e sono lunghi in totale 50 cm.

Un rifugio sicuro per il tuo badge

Questi, abbinati ai porta badge in plastica con asola, consentono di custodire in maniera efficace il proprio badge personale preservandolo da eventuali danneggiamenti accidentali come quelli che possono capitare conservandolo sempre all’interno del portafogli. Qui è Infatti possibile che il badge possa danneggiarsi strusciando continuamente sugli altri o che questi possa smagnetizzarsi per un motivo qualsiasi. Meglio dunque custodirlo all’interno di un astuccio sicuro e isolato che consente di individuarlo rapidamente quando si necessita di utilizzarlo così da avere la certezza di poter sempre accedere ai locali all’interno dei quali si svolge l’attività lavorativa.

È disponibile infine la spedizione gratuita della merce per ordini di importo complessivo superiore ai €100

Leon Louis:  creazioni di qualità dal design innovativo

Chi veste Leon Louis conosce bene l’esigenza di vestire in maniera adeguata a quello che è il proprio stile di vita e alla personalità di ciascuno di noi, la quale è importante che riesca a trasparire già da ciò che si indossa. Portare dei capi d’abbigliamento così particolari e ricercati mette ognuno nelle condizioni di poter vestire esattamente nella maniera desiderata e con lo stile che più si sente proprio: questo è il concept che sin dal 2010, anno in cui i prodotti Leon Louis sono arrivati sul mercato, accompagna questo importante brand che vive una crescita costante grazie a creazioni che rappresentano il frutto di una ricerca costante e meticolosa per quel che riguarda il design ed i materiali impiegati. Proprio da questa assoluta attenzione verso anche il più piccolo dei dettagli nascono le creazioni Leon Louis, oggi apprezzate in tutto il mondo e che consentono a tutti di poter vestire nella maniera desiderata tenendo sempre alto il nome della qualità e delle forme geniali.

Su revolutionconceptstore.it puoi trovare tantissime proposte circa le bellissime creazioni Leon Louis: dai pantaloni ai bermuda, dai giubbini alle tuniche passando per i jeans, qui avrai la possibilità di visionare tantissimi articoli e di comprenderne meglio ogni sfumatura grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ogni prodotto. Individuato l’articolo di tuo interesse e selezionata la tua taglia, potrai aggiungerlo facilmente al carrello con un solo clic e procedere al pagamento (tramite Paypal o contrassegno), così da ricevere la merce direttamente a casa entro un paio di giorni lavorativi. Vestire in maniera creativa ed elegante allo stesso tempo non è mai stato così semplice grazie a revolutionconceptstore.it, e ricorda di sfruttare anche gli appositi filtri di ricerca così da andare a visualizzare esclusivamente i prodotti che sono realmente in grado di soddisfare i tuoi desideri.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Qualità e convenienza

Un caffè cremoso dal gusto intenso e dall’aroma avvolgente, ecco di cosa hanno bisogno gli italiani nel corso della giornata per vivere piccoli momenti di delicato piacere. Le cialde Lavazza a Modo Mio che trovi sul sito, anche in versione compatibile, www.cialdamia.it ti regalano ogni giorno queste pause di benessere, ogni volta che ne avverti il bisogno e con tutta la qualità delle sue miscele ricercate, che consentono a ciascuno di poter avere il caffè preferito. Prova il gusto delicato della qualità oro o la corposità della qualità crema e gusto, per un viaggio unico alla riscoperta di un aroma ed un buon sapore che avevi dimenticato. E cosa dire delle capsule al ginseng e all’orzo? Il bello delle cialde e delle capsule Lavazza infatti, è che ti permettono di bere esattamente il tipo di caffè che preferisci senza doverti accontentare di qualcosa che semplicemente si avvicina a ciò che hai in mente, ma consentendoti invece di sorseggiare ogni volta esattamente quel gusto unico in grado di donarti il piacere ed il relax di cui hai bisogno.

Perché dunque, recarsi al bar per bere un caffè squisito quando è possibile averlo direttamente in casa con un semplice gesto? Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio è proprio la libertà di poterti concedere questo piccolo piacere quotidiano anche più volte al giorno con una semplicità estrema ed una convenienza che ti stupirà. Se non lo hai mai provato e sei ancora alla ricerca di quelle cialde veramente in grado di farti provare la piacevole sensazione che provi quando ti rechi al bar, questa è l’occasione giusta per incontrare in maniera inequivocabile quell’aroma e quel gusto che desideri da tanto tempo. Scopri come ottenere la spedizione gratuita e fai una buona scorta delle tue cialde preferite per non correre il rischio di rimanere senza!

Per gli italiani “smart” è un concetto che va oltre la tecnologia

Una vita smart, dalla casa al benessere alla cucina. Ma come viene percepito dagli italiani il concetto di “smart”? Alla domanda risponde AMC, azienda nel settore dei sistemi di cottura in acciaio inox di alta qualità, che insieme all’Istituto Internazionale AstraRicerche ha condotto un’indagine per analizzare le percezioni, i comportamenti, i valori e le aspettative riguardo al concetto di smart. I dati rivelano che secondo la maggioranza degli italiani il benessere fisico, mentale ed economico sono elementi essenziali per valutare quanto sia smart la propria vita. Insomma, la smart way of life presenta diverse sfaccettature: sostenibilità, salute, benessere, semplicità ed efficienza.

Smart life: per ora è solo per un italiano su due

Per quasi il 44% degli italiani smart life significa riuscire a fare le stesse cose con meno risorse, e per il 37,7% fare le cose più velocemente, ma con buoni risultati. Inoltre, oltre un terzo degli intervistati (35,2%) interpreta smart life come la capacità di fare molte cose con successo, e ancora, il 31,4% associa il termine smart al fare le cose con buon umore e con un atteggiamento positivo. Tuttavia, soltanto 1 intervistato su 2 ritiene che la propria vita sia smart, e l’80% degli intervistati desidera una vita più smart nei prossimi 1-2 anni.

Tecnologia, salute e semplicità

Per quanto riguarda l’idea della cucina smart, al primo posto per gli italiani (82,9%) c’è l’utilizzo di prodotti tecnologici accanto a una spiccata attenzione al cucinare sano. Al secondo posto (80,4%), cucinare in modo più semplice e rilassato, e al terzo (78,9%) il raggiungimento di un’alta qualità alimentare. Risulta poi forte il legame tra benessere psicofisico e attività culinaria, non solo in termini di qualità del cibo, ma anche di esperienza e comfort. Se 3 persone su 4 (73,8%) apprezzano un modo di cucinare efficiente e veloce, il 72,9% pensa che la cucina smart abbia senso se è anche divertente, mentre molti italiani (67,1%) ritengono importante la possibilità del multitasking in cucina, e più di un terzo degli intervistati afferma che è essenziale cucinare senza sprechi e con un basso uso di risorse, sottolineando l’importanza della sostenibilità anche ai fornelli.

Smart cooking: come ottenere il massimo con il minimo sforzo e senza sprechi

Quasi il 75% degli intervistati identifica lo smart cooking con un sistema semplice, veloce, comodo ed efficace. Un sistema che consente di liberare la fantasia utilizzando gli strumenti giusti per ottenere ricette gustose, leggere e sane con un limitato uso di risorse, e quindi senza sprechi di acqua o energia. Insomma, significa ottenere il massimo con il minimo sforzo. Data l’alta percentuale di presenza ai fornelli degli italiani (il 57,7%, ovvero più di metà degli intervistati cucina ogni giorno), le fonti di ispirazione per cucinare diventano un “tema caldo”. E se le ricette condivise tra parenti o amici (48,5%) sono in testa alla classifica, l’ispirazione in cucina si prende anche dalle app (40,9%) e dai siti web dedicati

È arrivato il Nft, il certificato digitale per opere virtuali o cimeli tecnologici

Nell’era digitale la nuova frontiera dell’autenticazione si chiama Nft (Non Fungible Token), il certificato digitale che usa il sistema della blockchain per “autenticare” la cosiddetta crypto arte, da un quadro fatto dall’AI a una canzone techno fino a gattini virtuali. Potrebbe sembrare un fenomeno di nicchia o per nerd, se non fosse che di recente la casa d’aste Christie’s ha venduto un’opera completamente digitale dell’artista Beeple per 69 milioni di dollari, registrata con un Nft e sdoganando definitivamente questo sistema. La tecnologia però risale al 2017, quando alcuni sviluppatori canadesi hanno lanciato il gioco CryptoKitties, con cui era possibile acquistare gattini virtuali con un contratto registrato sulla blockchain.

Il primo tweet messo all’asta per 2,5 milioni di dollari

La popolarità dell’Nft è cresciuta di recente grazie a due personaggi in vista nel mondo dell’hitech, il patron di Tesla Elon Musk e l’amministratore delegato di Twitter Jack Dorsey. Il primo ha pubblicato un tweet con una traccia di musica techno ispirata all’Nft. Si sa che Musk è un grande sostenitore delle monete digitali, tanto che Tesla ha investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin e in futuro accetterà la valuta come forma di pagamento per le sue auto. Jack Dorsey, invece, ha messo all’asta il suo primo tweet, un cimelio tecnologico che risale al 21 marzo 2006 e che 15 anni fa dette il via all’avventura Twitter. Lo vende in forma di Non Fungible Token in modo da certificarlo e renderlo un oggetto da collezione che non possa essere duplicato. Al momento è quotato alla cifra da capogiro di 2,5 milioni di dollari.

Un’evoluzione della blockchain con standard creati ad hoc

Quello che si acquista con l’Nft non è quindi l’opera in sé, ma un certificato, un token che consente di affermare i diritti sull’opera. In pratica si tratta di un’evoluzione della blockchain, la tecnologia per consentire e tracciare gli spostamenti di valuta (una sorta di libro mastro virtuale) con standard creati ad hoc. Luogo principale per la creazione di questi Nft è Ethereum, scrive l’Ansa, una criptovaluta nata proprio per gestire ‘smart contract’ e che rappresentano un bene unico.

Rendere speciale, non replicabile e unico quello non lo è

Il sistema si sta sviluppando rapidamente. Anche Nike detiene un brevetto per le sue sneaker Nft chiamate CryptoKicks, mentre la band italiana Belladonna, con il singolo New Future Travelogue, sono i primi artisti del nostro Paese a vendere un brano musicale come Non Fungible Token in copia unica. Il mercato, cosa non da poco, sta acquistando valore. Secondo un report della NonFungible Corporation e dell’Atelier Bnp Paribas, nel 2020 gli scambi del mercato Nft hanno superato i 250 milioni di dollari, un aumento di quattro volte rispetto al 2019. Ciò che fa riflettere però è il cambio di rotta del mondo informatico, che dalla proposta di una replicabilità pressoché infinita dei contenuti sta cercando di rendere unico, speciale e non replicabile quello che unico non è.

Effetto Covid sul carrello della spesa alimentare, nel 2020 +7,4%

L’effetto dei ripetuti lockdown ha spinto gli italiani tra le mura domestiche, e nel 2020 la pandemia ha fatto aumentare la spesa alimentare delle famiglie del +7,4%, una crescita record negli ultimi 10 anni. I picchi più elevati si sono verificati a Pasqua e a Natale, in corrispondenza delle stretta su uscite e spostamenti. E se le star del carrello al tempo del Covid sono state le uova fresche, che hanno registrato un balzo del 14,5% negli acquisti, tendenze positive si registrano in tutti i comparti, con incrementi sopra la media per formaggi, carne e salumi, e prodotti ortofrutticoli. Un andamento che tuttavia non compensa il crollo verificato nella ristorazione, dove la spesa delle famiglie si è ridotta del 42%.

La pandemia ha cambiato il rapporto con il cibo

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Ismea, che evidenzia come il trascorrere delle settimane in casa abbia modificato progressivamente l’atteggiamento dei consumatori anche nei confronti del cibo. Così cresce il paniere “cuochi fai da te” (uova, farina, lievito, burro, zucchero, olio), con un graduale ridimensionamento dell’interesse iniziale per i prodotti conservabili (surgelati e scatolame) e per i prodotti da “scorta dispensa” (latte Uht, pasta, passate di pomodoro). L’alimentazione è diventata però anche una delle vie per cercare di mantenersi in salute, come dimostra il boom della domanda di arance, che nell’inverno 2020 ha spinto la crescita annuale degli acquisti di frutta dell’8,9%.

Dal globale al locale, si accelera il processo di deglobalizzazione degli acquisti

Per quanto riguarda la scelta dei luoghi di acquisto si è assistito invece alla riscossa delle piccole botteghe di prossimità, divenute le realtà più dinamiche con un incremento del 18,4%. La pandemia ha infatti accelerato il processo di “deglobalizzazione” in atto da qualche tempo, alimentando interesse e voglia di “mangiare vicino”. Dal globale al locale, quindi, inteso come il negozio di vicinato, il mercato rionale, o l’acquisto direttamente dal contadino o in fattoria. L’emergenza Covid-19 di fatto ha determinato un sensibile aumento del numero delle imprese agricole che praticano la vendita diretta. Di conseguenza, il fatturato di questo canale secondo l’Ismea nel 2020 ha superato i 6,5 miliardi di euro.

La rete Campagna Amica salva le specialità del passato a rischio di estinzione

Un risultato reso possibile anche dal fatto che l’Italia può contare sulla rete organizzata Campagna Amica, che conta 1200 mercati contadini a livello nazionale. Una realtà in controtendenza alle drammatiche chiusure di negozi nelle città, e che contribuisce a mantenere vivo il tessuto economico e sociale nelle aree urbane. Nei mercati contadini di Campagna Amica poi è possibile trovare specialità del passato a rischio di estinzione. Salvati grazie all’azione di recupero da parte degli agricoltori, questi prodotti agricoli non troverebbero spazio nei normali canali di vendita, dove prevalgono rigidi criteri dettati dalla necessità di standardizzazione e di una grande quantità di offerte, riporta Askanews.

 

La doppia sfida dell’agricoltura, competitività e sostenibilità

Le aziende non possono prescindere da competitività e produttività, ma al tempo stesso non possono esimersi dall’essere sostenibili. Oggi le imprese agricole sono chiamate a una doppia sfida, quella della competitività e quella della sostenibilità. Due obiettivi che spesso non vanno d’accordo. Tra Covid-19, cambiamenti climatici, concorrenza internazionale ed European Green Deal, da un lato, e la diffidenza dei consumatori verso tutto ciò che non è percepito come tradizionale, solo l’innovazione, dalle nuove tecnologie di evoluzione assistita (TEA) fino all’agricoltura di precisione e 4.0, può aiutare le aziende a vincere questa duplice sfida. Perché “gli scenari della scarsità alimentare, delle risorse naturali e dei cambiamenti climatici sembrano fantascienza, ma in realtà ci riguardano da vicino”, dichiara Denis Pantini, Responsabile Agroalimentare di Nomisma.

I prodotti delle aziende “tradizionali” vengono percepiti di qualità superiore

Si tratta delle evidenze emerse dalla survey di Nomisma-Agrifood Monitor, realizzata in partnership con Crif. La ricerca ha messo in luce come i preconcetti verso l’innovazione in agricoltura derivino più dalla mancanza di una corretta comunicazione, o informazione, piuttosto che da forme di “integralismo alimentare”.

Per il 45% degli italiani, infatti, i prodotti agroalimentari derivanti da aziende “tradizionali” vengono percepiti come di qualità superiore rispetto a quelli offerti dalle aziende più avanzate dal punto di vista tecnologico.

Per il 54% dei consumatori è necessario un cambio di rotta

Anche se il consumatore è sovrano la stessa survey evidenzia come molte convinzioni sulle innovazioni in agricoltura derivino da una scarsa conoscenza, tanto da venire “ribaltate” una volta spiegate le funzioni di tali miglioramenti tecnologici, soprattutto se inquadrate nello scenario evolutivo verso il quale stiamo andando. A fronte di un futuro condizionato dai cambiamenti climatici e dalla necessità di attività produttive più sostenibili, non sembrano infatti esserci molte possibilità. Tanto che il 54% dei consumatori reputa necessario un cambio di rotta per gli agricoltori italiani, spiega Askanews, soprattutto attraverso investimenti in innovazione, che permettano di affrontare la doppia sfida della competitività e della sostenibilità.

Dagli irriducibili agli indifferenti, l’identikit dei consumatori

Certo, l’indagine Nomisma-Agrifood Monitor mostra che non mancano gli irriducibili, ovvero coloro che sono disposti a pagare di più pur di continuare ad acquistare prodotti direttamente da contadini meno avvezzi alla tecnologia (18%), così come non manca un 13% di chi si dice pronto a cambiare la propria dieta introducendo alimenti “alternativi”, come gli insetti o le alghe, o un 5% disponibile a consumare cibi creati in laboratorio. C’è però un rimanente 10% che sembra essere indifferente all’origine territoriale dei prodotti e incline ad acquistare prodotti stranieri.

Con i lockdown è boom di adozioni per cani e gatti

Durante l’anno della pandemia e dei lockdown l’ong animalista Enpa ha trovato casa a 8100 cani e 9500 gatti in tutta Italia, oltre il 15% in più rispetto al 2019, e per un totale di 17.600 animali domestici adottati.

“Questo forse è il piccolo miracolo di questa pandemia”, commenta Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa. Nel 2020 si è assistito infatti a un vero proprio boom di adozioni per cani e gatti in cerca di una famiglia.

“Un miracolo che ha visto protagonisti gli animali”

“Un miracolo che ha visto protagonisti gli animali presenti nelle nostre case, che con il loro affetto e amore incondizionato ci hanno aiutato in questo momento difficile – continua la presidente Enpa -. Ma va evidenziato anche l’insostituibile ruolo dei volontari, i quali in pieno lockdown hanno incrementato il loro impegno”. In alcune città la percentuale di animali che hanno trovato una nuova casa sono arrivate addirittura al 20% o al 40%. È il caso di Treviso, che su 147 cani presenti nelle strutture dell’associazione ne ha fatti adottare 100. O di Perugia, dove hanno trovato famiglia 96 cani, anche diversi cani disabili e anziani, e 70 gatti. Ci sono poi situazioni come quella di Monza, dove a dicembre il rifugio Enpa è rimasto addirittura privo di cani da adottare.

Trovano casa più cani e più gatti anche al Sud dove il randagismo è endemico

L’aumento di adozioni non si è limitato però alle città del Nord e del Centro Italia. Anche nelle zone del Sud dove il randagismo è un fenomeno endemico sono aumentate le adozioni. È il caso ad esempio di San Severo, in provincia di Foggia, dove le adozioni sono passate dai 106 cani del 2019 ai 161 del 2020, e dove hanno trovato famiglia anche tanti amici a quattro zampe sopra i due anni, o addirittura anziani. Insomma, complice la pandemia e la difficoltà di effettuare spostamenti, nel Sud Italia sono aumentate le adozioni in loco. In particolare, in Sicilia, Puglia e Campania, con una percentuale del +40%.

Crescono anche le cessioni di animali per cause economiche

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Se da un lato cresce il numero di adozioni cresce anche quello di chi non può più permettersi di mantenere un animale, e quindi si rivolge ad associazioni come l’Enpa. Tra settembre e ottobre le cessioni di animali per cause economiche sono infatti aumentate del 20%, e sono poi calate tra novembre e dicembre. Le cause sono state quasi sempre legate alla pandemia: o per l’impossibilità di mantenere l’animale per un improvviso impoverimento, o perché i figli, dopo la morte dei genitori, non se la sentono più di occuparsi dei loro cani e gatti, riporta Ansa.

Furti d’identità, le frodi creditizie “valgono” 65 milioni di euro nel primo semestre 2020

Il primo semestre del 2020, seppur segnato dal lockdown, ha visto continuare il fenomeno delle frodi creditizie tramite furto d’identità. I numeri: solo nel nostro Paese i casi segnalati sono stai più di 11.200, con un danno complessivo di oltre 65 milioni di euro. L’importo medio di ogni frode è di 5.792 euro, con un aumento del 24,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. A fornire questi dati allarmanti è l’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIF-MisterCredit. Ovviamente, a causa delle restrizioni, sono calate le frodi “fisiche” in banca e nei punti vendita, analogamente a quanto accaduto con i casi di rapina, riflettendosi in un calo del numero di frodi rilevate (-33,1%). Meno casi, quindi, ma più soldi sottratti.

I principali ambiti delle frodi

Il maggior numero di eventi fraudolenti si registra nei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, energie rinnovabili, ecc), che continuano a rappresentare la metà del totale. Al secondo posto per numerosità si trovano le frodi sulle carte di credito, che spiegano un quinto del totale delle frodi (precisamente il 20,4%), seguite da quelle legate ai prestiti personali, in aumento rispetto allo scorso anno, con una quota del 10,6%. Sono addirittura raddoppiati rispetto al primo semestre del 2019 i finanziamenti fraudolenti tramite fidi di conto, che oggi rappresentano il 3,6% del totale delle azioni fraudolente.

Le categorie merceologiche più acquistate in modo fraudolento

Gli elettrodomestici restano la tipologia più diffusa, con una quota del 31,9% del totale, tra i beni e servizi maggiormente acquistati in maniera fraudolenta. Seguono le auto e le moto, con un aumento del 7,4% sul 2019, e che adesso rappresentano il 14,8% del totale, e l’arredamento (all’8,1%). Una quota rilevante di frodi – precisamente l’8,3% – si riferisce ad acquisti di elettronica-informatica-telefonia, ma crescono anche le frodi legate ai trattamenti medici ed estetici (sono il  6,1% del totale). Per quanto riguarda il tipo di bene in rapporto all’erogato, le categorie più colpite risultano essere intrattenimento/viaggi, consumi/abbigliamento/lusso, spese professionali e trattamenti medici/estetici.
Chi sono le vittime
L’ultimo osservatorio rivela che la maggior parte delle vittime è ancora rappresentata da uomini (63,7% dei casi). Relativamente alla distribuzione per fascia di età, quella nella quale si rileva il maggior incremento percentuale delle frodi nel primo semestre 2020 è quella degli over 60 (+16,6%) seguita dai 51-60enni (+10,3%). In termini assoluti, tuttavia, la fascia più colpita resta quella dei giovani tra 18 e 30 anni, coinvolti in circa 1 caso di frode su 4. Riguardo la regione di residenza delle vittime, la ripartizione dei casi mostra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania (con oltre 1.500 casi), Lombardia (quasi 1.350), Lazio (oltre 1.300) e Sicilia (quasi 1.200).

I bicchieri monouso per consumare bevande calde possono essere nocivi

Bere bevande calde da bicchieri di plastica potrebbe essere nocivo. Nei 15 minuti necessari per consumare caffè o tè caldi da un bicchiere di plastica o di carta, lo strato di microplastica sulla tazza si degrada e può rilasciare fino a 25 mila particelle dell’ordine di grandezza dei micron all’interno della bevanda. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Hazardous Materials condotto dagli esperti dell’Indian Institute of Technology (IIT) a Kharagpur, che hanno analizzato la capacità di resistenza al calore dei bicchieri di plastica monouso per il consumo di bevande calde.

In tre bicchieri di tè o caffè al giorno fino a 75 mila particelle di microplastica

“Secondo i dati di Imarc Group, una società di ricerche di mercato internazionale, nel 2019 sono stati prodotti circa 264 miliardi di bicchieri monouso per il consumo di alimenti e bevande calde, preferiti alle alternative di vetro o ceramica per via delle vite frenetiche e della crescente tendenza di servizi da asporto – spiega Sudha Goel dell’Indian Institute of Technology (IIT) -. E un individuo che assume mediamente tre tazze di tè o caffè al giorno rischia di ingerire fino a 75 mila particelle di microplastica”.

Le microplastiche fungono da trasportatori di contaminanti

Il team ha versato acqua pura riscaldata a 85-90 °C nei bicchieri monouso, analizzandone il composto dopo 15 minuti con microscopio a fluorescenza per microplastiche, e valutando i rivestimenti in plastica separatamente per distinguere le alterazioni nelle proprietà fisiche, chimiche e meccaniche, riporta Agi. “Le microplastiche – prosegue l’esperta – fungono da trasportatori di contaminanti come ioni, metalli pesanti tossici come palladio, cromo e cadmio, nonché composti organici idrofobici. Se ingeriti regolarmente, potrebbero provocare effetti dannosi sulla salute”. Secondo i risultati del gruppo di ricerca un bicchiere di carta monouso esposto a un liquido caldo per un tempo di 15 minuti può rilasciare fino a 10,2 miliardi di particelle di dimensioni inferiori al micron.

Rilevata la presenza di metalli pesanti nei rivestimenti

“Usando la cromatografia ionica – continua la scienziata – abbiamo osservato il trasferimento di ioni nell’acqua dai bicchieri di carta, confermando che le microplastiche potrebbero essere rilasciate nelle bevande calde. L’aspetto più preoccupante è che abbiamo rilevato la presenza di metalli pesanti nei rivestimenti”.

Gli autori sottolineano che sarà necessario eseguire attente considerazioni prima di promuovere prodotti sostitutivi delle soluzioni inquinanti, perché potrebbero rivelarsi nocivi e pericolosi.

“In molte parti dell’India si usano ancora le tazze in terracotta – afferma Virendra Tewari, direttore dell’IIT – e, sebbene sia complicato individuare un sostituto adeguato ai bicchieri di carta, è importante affrontare questo problema e raggiungere una soluzione percorribile”.

Lo smartphone interferisce nella relazione genitori-figli

L’uso pervasivo dei device digitali, anche durante i momenti riservati tradizionalmente alle relazioni fra genitori e figli, ha ripercussioni negative sul benessere psicologico dei giovani, in particolare degli adolescenti.

Prestare troppa attenzione al proprio smartphone in presenza dei figli peggiora le relazioni familiari, e rischia di compromettere il benessere psicologico dei ragazzi. È quanto emerge dallo studio del’Università Milano-Bicocca dal titolo Mom, dad, look at me: The development of the Parental Phubbing Scale, frutto della collaborazione multidisciplinare tra ricercatori del Dipartimento di Psicologia e Sociologia e ricerca sociale dell’ateneo milanese.

Il fenomeno del phubbing

Alla base dello studio vi è il cosiddetto fenomeno del phubbing, termine composto da phone, e snubbing (snobbare), il comportamento per cui le persone ignorano l’interlocutore per prestare attenzione al proprio smartphone.

Lo studio nasce dalla constatazione che finora non esistevano misure in grado di rilevare il fenomeno del phubbing in ambito genitoriale, in particolare la percezione dei figli di essere ignorati dai loro genitori perché troppo impegnati a prestare attenzione al proprio smartphone. A oggi infatti il phubbing è principalmente studiato all’interno delle relazioni lavorative e di coppia, ma la ricerca mostra che chi subisce phubbing ha ripercussioni negative sul proprio benessere psicologico, svaluta la relazione con i colleghi o il partner e, nei casi più gravi, arriva a sviluppare sintomi depressivi.

Una forma di esclusione sociale

Lo studio ha confermato quindi che gli adolescenti con una percezione più alta di essere vittime di phubbing da parte dei genitori si percepiscono anche più distanti da essi, socialmente disconnessi, ignorati ed esclusi.

“Il phubbing è un fenomeno che si caratterizza a tutti gli effetti come forma di esclusione sociale, in particolare di ostracismo, ossia essere ignorati, diventare invisibili e sentirsi non esistenti in un dato contesto – spiega Luca Pancani, psicologo sociale -. Ciò assume un’importanza ancora maggiore nella relazione genitori-figli, in cui lo stile parentale e la responsività alle richieste dei figli rivestono un ruolo cruciale nello sviluppo adolescenziale”.

Un fenomeno non ancora regolato da esplicite norme sociali

“Pur essendo ormai radicato in molteplici ambiti relazionali, incluso quello familiare, il phubbing rimane un fenomeno relativamente recente e non ancora regolato da esplicite norme sociali – aggiunge Tiziano Gerosa, sociologo -. La ricerca su questo tema, e la conseguente diffusione dei suoi risultati, possono incidere molto sulla costruzione di norme sociali che pongano dei limiti al phubbing anziché accettarlo indiscriminatamente”.

I ricercatori sostengono di essere solo all’inizio della ricerca sul phubbing genitoriale, e in futuro pensano di indagare la circolarità del fenomeno: non solo figli che subiscono phubbing dai genitori, ma anche genitori “phubbizzati” dai figli. Ciò andrebbe ad alimentare un circolo vizioso, e la costituzione di una norma sociale che potrebbe favorire il phubbing, e quindi accrescere le sue ripercussioni all’interno dell’intero contesto familiare.

La spesa online diventa un’abitudine per gli italiani

La spesa alimentare online è entrata a tutti gli effetti tra le abitudini di consumo degli italiani. Se nel 2019 le vendite online erano sbilanciate verso gli acquisti di prodotti per la cura della persona e il cibo per animali domestici, il 2020 ha visto un’esplosione nelle vendite di prodotti confezionati di largo consumo. La crescita dell’e-commerce durante la pandemia infatti si deve soprattutto alla spesa alimentare, pressoché raddoppiata durante il lockdown. Il rapporto di IRI per Netcomm evidenzia come anche nella fase successiva alla quarantena il 36% dei consumatori abbia continuato a fare la spesa online, privilegiando i siti web della GDO.

Il click & collect ha superato il 15% durante il lockdown

“Il boom dei canali digitali nel settore dell’e-grocery è dovuto, in particolare, all’adozione di nuove modalità di acquisto dei prodotti – commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm -. La necessità di mantenere il distanziamento sociale e, al tempo stesso, di garantire la continuità del servizio, ha determinato l’affermarsi della consegna senza contatto. In particolare, un ruolo importante ha giocato il click & collect, vale a dire il ritiro in negozio della merce acquistata online, che nelle quote di vendita ha superato il 15% durante il lockdown e si è attestato di poco sotto al 13% nella fase successiva – puntualizza Liscia -. Una modalità di acquisto molto apprezzata dagli eShopper nell’alimentare, perché ritenuta più conveniente e veloce rispetto all’home delivery. Il click and collect ha riportato una crescita del +349% e c’è da aspettarsi che, da qui alla fine dell’anno, diventerà un’abitudine sempre più consolidata”.

Per il commercio di prossimità flessione del 3,2% tra giugno e agosto

L’esplosione dell’online e le differenti modalità di acquisto hanno variato e continuano a modificare la geografia del commercio, anche se negli ultimi mesi si osserva un riallineamento delle dinamiche dei canali distributivi alla situazione pre-Covid. Emerge, tuttavia, la crisi degli ipermercati, con un calo delle vendite del 9,6%, considerando complessivamente sia la fase Covid sia quella successiva. Il commercio di prossimità, dopo il balzo del 16,1% durante il lockdown, ha registrato una flessione del 3,2% nel periodo giugno-agosto.

Tra chi invece accelera, si trovano Specialisti Casa e Persona (+11,7% post lockdown) e continua il forte sviluppo degli acquisti LCC (largo consumo confezionato) nel canale virtuale (+96,4%).

Le grandi insegne dell’e-grocery dovranno migliorare i servizi e fidelizzare i consumatori

“La crisi – aggiunge il Presidente di Netcomm – ha messo tutti gli attori del food&grocery di fronte alla necessità di accelerare la propria trasformazione digitale. Occorre che tutti i brand si preparino a soddisfare le nuove esigenze di consumo evidenziate, e investano sull’export digitale e sui rapporti con i nuovi intermediari. Se i negozi di quartiere, ad esempio, dovranno costruire e rafforzare la rete di partner e operatori del digitale con cui collaborare – sottolinea Lisca – le grandi insegne che già operano nell’e-grocery dovranno migliorare i servizi offerti e fidelizzare i nuovi consumatori raggiunti negli scorsi mesi”.