Perché ho perso i sensi e sono svenuto?

In determinati casi è possibile perdere i sensi e dunque svenire. Non si tratta di un’ipotesi così remota, ma al contrario quella della perdita dei sensi è una condizione che accomuna tante persone.

Quando si verifica lo svenimento, in quel momento la persona perde conoscenza a causa del diminuire dell’afflusso di sangue verso il cervello.

Nei momenti precedenti questo avvenimento, il soggetto interessato percepisce eventuali vertigini o testa che gira, campo visivo completamente nero, fischi alle orecchie ed eventualmente nausea.

Questi sono alcuni tra i sintomi più frequenti che spesso precedono la perdita dei sensi vera e propria.

È possibile rimanere in tale stato di svenimento anche per 2 minuti prima di ritornare ad una condizione normale. È il nostro corpo infatti ad avere bisogno che ciò accada per andare a ripristinare una situazione di deficit che si era verificata.

Quali sono i motivi per i quali perdiamo i sensi?

Solitamente i motivi più frequenti per i quali perdiamo i sensi possono essere uno stress emotivo che non siamo in grado di reggere, stanchezza fisica eccessiva rispetto la nostra capacità di gestirla, una patologia e dunque una condizione clinica, l’aver subito un trauma.

Alcuni soggetti poi, sono facilmente impressionabili e perdono i sensi nel momento in cui vedono il sangue.

A determinare la perdita dei sensi possono essere anche eventuali anomalie cardiache quali ad esempio aritmie o altre problematiche legate a questo organo così importante.

Da sottolineare a tal proposito l’importanza di richiedere anche un primo teleconsulto medico così da avere il parere di un esperto nel caso in cui tale evenienza si sia verificata.

In quali casi è bene consultare un medico?

Diciamo a prescindere che contattare il proprio dottore in seguito ad un episodio di perdita dei sensi è sempre una buona idea. In particolar modo, possono esserci dei casi in cui è bene non rimandare l’appuntamento con il proprio medico.

Parliamo ad esempio di soggetti diabetici, i quali probabilmente non riescono a controllare a dovere la glicemia. Ci sono poi i pazienti cardiopatici, i quali potrebbero avere delle aritmie che vanno trattate per evitare il verificarsi di nuovi episodi di perdita dei sensi, e chiaramente tutte le donne in stato di gravidanza dato che la perdita dei sensi è in grado di influire negativamente anche sul feto.

Cosa fare quando si sviene?

Le persone che stanno intorno al soggetto che perde momentaneamente i sensi dovrebbero mettere il soggetto in posizione supina, sdraiato. Se il soggetto respira regolarmente è bene alzare le gambe, così da consentire un rapido a flusso di sangue verso il cervello. È importante inoltre allentare eventuali nodi di cravatte e cinture. Controllare dunque che le vie aeree siano libere e che i parametri vitali siano ottimali.

In caso di dubbi è bene sempre chiamare il 112 per ricevere assistenza immediata.

Se invece il soggetto comprende di essere sul punto di svenire è bene sedersi per terra o sdraiarsi. In alcuni casi può essere utile mettere la testa tra le ginocchia, così da favorire l’afflusso di sangue.

È possibile prevenire la perdita di sensi?

Non è possibile prevenire a prescindere la perdita dei sensi, ma è possibile intervenire nel momento in cui il paziente comincia ad avvertire i primi sintomi.

In caso dunque di vista offuscata o testa che gira e sudore improvviso, è possibile adottare alcune soluzioni quali quella di sdraiarsi, mettere la testa tra le ginocchia o incrociare le gambe, infine tendere le braccia.

Ad ogni modo il consiglio di piegarsi con la testa tra le ginocchia è certamente il più importante in questo momento particolare, in quanto consente di far affluire più facilmente il sangue verso il cervello. Non abbiate infine alcuna fretta di rialzarvi ma prendetevi tutto il tempo necessario.

Un investigatore privato può spiare WhatsApp?

Sono tantissime le persone che si chiedono se un investigatore privato possa spiare WhatsApp.

Per chi non lo sapesse ancora, WhatsApp è la piattaforma di messaggistica istantanea più adoperata al mondo.

Dunque è molto probabile che anche la persona eventualmente sospettata di mantenere delle condotte non idonee adoperi questo social network, e di conseguenza in tanti si chiedono se sia possibile in qualche modo intercettare i messaggi e le conversazioni inviate e ricevute tramite WhatsApp al fine di poter fare luce sciogliere ogni dubbio.

Sicuramente avere accesso alle chat aiuterebbe a risalire alla verità e dunque verificare se i propri sospetti siano fondati o meno. Chiaramente, la persona sospettata difficilmente concederà ad altri di poter leggere le proprie conversazioni private e da qui nasce l’esigenza di riuscire a trovare un modo alternativo per poter leggere le conversazioni a sua insaputa.

Diciamo innanzitutto che ci sono tutta una serie di software il cui utilizzo è vietato dalla legge, i quali dunque non possono per nessun motivo essere adoperati per controllare WhatsApp. Ne parliamo di seguito.

I software spia

Esistono infatti appositi software spia che, se installati (chiaramente a sua insaputa) nello smartphone della persona da spiare,  consentono a qualsiasi altro smartphone collegato a tale software di poter leggere in tempo reale tutti i messaggi che vengono inviati e ricevuti, inclusi quelli passati. 

Devi sapere che adoperare questo tipo di strumento è un reato perseguibile per legge. Non è possibile dunque intercettare in maniera occulta i messaggi e le comunicazioni di una persona a sua insaputa.

Nemmeno un investigatore privato è autorizzato ad intercettare le conversazioni su WhatsApp di una persona, dato che neanche lui è al di sopra della legge e andrebbe incontro anche al ritiro della licenza in questo caso.

Dunque l’idea di spiare WhatsApp tramite appositi software spia dovrebbe presto essere abbandonata, e dovremmo invece chiederci quali potrebbero essere i metodi alternativi e legali per raggiungere il nostro scopo.

Come poter scoprire e dimostrare un tradimento allora?

Nel caso in cui si sospetti che il proprio partner possa essersi reso colpevole di avere allacciato una relazione sentimentale o sessuale con un’altra persona a di fuori del matrimonio, una agenzia investigativa ha diversi strumenti a sua disposizione che possono consentire di mettere in luce la verità. Parliamo ad esempio di classiche tecniche investigative quali appostamenti e pedinamenti, così come il reperire preziose informazioni su internet e acquisire precisa documentazione fotografica e video che può essere utilizzata poi anche in sede legale.

Le risorse a disposizione di un investigatore privato sono pressoché infinite, e molto dipende chiaramente dalla sua esperienza nell’ambito delle infedeltà coniugale. Per questo fai bene a considerare l’idea di ingaggiarne uno.

Al termine delle attività di indagine, un investigatore privato fornisce al cliente committente un dettagliato report che evidenzia tutte le informazioni delle quali è venuto in possesso, inclusa eventuale documentazione fotografica o video.

Alla luce del contenuto di tale report il cliente avrà certamente una risposta ben precisa alla sua domanda e dunque potrà, in un senso o nell’altro, sciogliere il proprio dubbio e sapere finalmente se il partner lo stia tradendo o meno.

Questa è la via più sicura per giungere alla verità, anche dal punto di vista legale, che tutti dovrebbero prendere in considerazione quando nutrono il sospetto che il partner possa avere intrapreso un’altra relazione.

Nessun software illegale dunque, e nessun tipo di azione contraria a quanto previsto dalla legge, ma al contrario tutta l’efficacia di azioni investigative che hanno la facoltà di portare alla luce la verità e risolvere ogni dubbio.

L’asciugamani elettrico perfetto per la tua attività

Un’esigenza di qualsiasi gestore di locale, commerciante o direttore d’albergo, è fare in modo che il cliente possa sentirsi sempre perfettamente a proprio agio quando si trova all’interno delle strutture da lui gestite. In particolar modo i servizi igienici rappresentano uno degli ambienti più delicati nei quali l’igiene ed il comfort sono assolutamente prioritari per una gestione accurata e di successo. Garantire massimo benessere e senso di pulizia è infatti di fondamentale importanza, ed è per questo che si cerca sempre di adottare tutte quelle soluzioni in grado migliorare l’esperienza del cliente e farlo sentire un po’ come a casa sua, certamente a suo agio. Uno dei dispositivi che forniscono un validissimo aiuto a coloro che hanno il compito di garantire igiene e benessere ai clienti, anche all’interno dei servizi igienici, è l’asciugamani elettrico Mediclinics. Questo potente dispositivo, dal design accattivante ed elegante, è in grado di asciugare completamente le mani in pochissimi secondi regalando quella sensazione di morbidezza sulla pelle che soltanto un’asciugatura perfetta è in grado di regalare.

L’intensità del getto è comunque regolabile e,  grazie anche all’assenza di una resistenza, il dispositivo consente di ridurre notevolmente i consumi. Stiamo parlando di un prodotto che garantisce assolutamente l’incolumità dei fruitori, in quanto non è importato dai mercati asiatici bensì viene interamente realizzato in Europa, e per questo motivo risponde perfettamente a tutti gli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente. È un prodotto dal design innovativo ed elegante, destinato ad ambienti ricercati in cui il benessere ed il comfort del cliente vengono prima di ogni altra cosa. Si tratta proprio di una di quelle soluzioni in grado di far percepire al cliente tutto l’interesse che la struttura che ne fa uso ha nei suoi confronti, migliorando così anche la percezione del cliente nei confronti della struttura.

I vantaggi dei laser industriali oggi

Dopo la sua scoperta avvenuta nel 1960, il laser (acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation) iniziò ad essere applicato all’interno di vari processi industriali. All’inizio, i sistemi laser erano automatizzati e destinati a svolgere attività quali fori nelle pale delle turbine, taglio e perforazione dei diamanti, saldature di vario tipo, taglio di circuiti ibridi e incisioni di parti delicate di cuscinetti e ingranaggi, le quali mostrano informazioni sulle aree lucidate e temprate degli utensili.

Bassi costi e lavorazione più rapida

Il laser, che già offriva vantaggi quali flessibilità, velocità e adattabilità rispetto ad altri metodi convenzionali, gode attualmente di un vantaggio in più: il suo basso costo. Queste caratteristiche rendono il laser un sistema sempre più integrato nei processi industriali contemporanei.

Alcune delle applicazioni che si sono evolute maggiormente nell’ambito dei laser industriali (per creare forme laboriose come loghi e testi alfanumerici) sono state l’incisione, la marcatura e la testurizzazione, tecniche di saldatura più complesse, foratura e taglio, con molta più precisione e libertà di movimento rispetto il passato. In questo caso il materiale su cui lavorare viene adagiato su di una superficie adatta ed il laser si muove in base alle coordinate impostate in base al tipo di lavorazione che si desidera apportare, il che consente l’accesso ad aree difficili da individuare.

Applicazioni tipiche del taglio laser

La maggior parte dei metalli, delle plastiche e delle ceramiche possono essere incise al laser, prima e dopo qualsiasi tipo di trattamento termico o superficiale: vetro, resine epossidiche, compositi, legno, carta, gomma e materiali sintetici, compresi i materiali inerti.

Le applicazioni più comuni riguardano componenti meccanici di precisione, componenti ottici, tagli di pellicole sottili, strumenti medici, impianti, taglio di caschi per motociclette, targhe automobilistiche, identificatori, articoli elettronici, lame di coltelli, stoviglie, coltelli, circuiti integrati, connettori, tastiere e ogni tipo di pezzo con aree difficili da raggiungere.

Come preservare il badge personale da smarrimento e segni di usura?

Un portabadge è un accessorio che viene impiegato da personale di aziende, grandi uffici e negozi o da chiunque necessiti di utilizzare il badge per poter accedere ai locali nei quali l’attività lavorativa viene svolta. Un portabadge dunque, è un cordoncino con all’estremità un astuccio in plastica che ha il compito di custodire il badge personale. Molti direttamente ritengono tale accessorio un capo di moda, e lo sfoggiano anche al di fuori delle attività lavorative.

I porta badge di Cotini srl

Esistono per questo motivo differenti tipologie di cordoncini, i quali sono genericamente ben visibili grazie ai loro colori appariscenti, e che consentono di poter portare il badge personale al collo senza il pericolo che questo possa andare smarrito o dimenticato a casa o in auto. Sullo shop online di Cotini srl è possibile trovare dei bellissimi cordoncini per portabadge, acquistabili in lotti da 10 pezzi e disponibili in tantissime colorazioni differenti.

I cordoncini che Cotini srl propone sono infatti disponibili nelle colorazioni arancione, turchese, giallo, rosso, nero, verde, rosa, blu, e arancione. Sono realizzati in nylon e sono lunghi in totale 50 cm.

Un rifugio sicuro per il tuo badge

Questi, abbinati ai porta badge in plastica con asola, consentono di custodire in maniera efficace il proprio badge personale preservandolo da eventuali danneggiamenti accidentali come quelli che possono capitare conservandolo sempre all’interno del portafogli. Qui è Infatti possibile che il badge possa danneggiarsi strusciando continuamente sugli altri o che questi possa smagnetizzarsi per un motivo qualsiasi. Meglio dunque custodirlo all’interno di un astuccio sicuro e isolato che consente di individuarlo rapidamente quando si necessita di utilizzarlo così da avere la certezza di poter sempre accedere ai locali all’interno dei quali si svolge l’attività lavorativa.

È disponibile infine la spedizione gratuita della merce per ordini di importo complessivo superiore ai €100

Leon Louis:  creazioni di qualità dal design innovativo

Chi veste Leon Louis conosce bene l’esigenza di vestire in maniera adeguata a quello che è il proprio stile di vita e alla personalità di ciascuno di noi, la quale è importante che riesca a trasparire già da ciò che si indossa. Portare dei capi d’abbigliamento così particolari e ricercati mette ognuno nelle condizioni di poter vestire esattamente nella maniera desiderata e con lo stile che più si sente proprio: questo è il concept che sin dal 2010, anno in cui i prodotti Leon Louis sono arrivati sul mercato, accompagna questo importante brand che vive una crescita costante grazie a creazioni che rappresentano il frutto di una ricerca costante e meticolosa per quel che riguarda il design ed i materiali impiegati. Proprio da questa assoluta attenzione verso anche il più piccolo dei dettagli nascono le creazioni Leon Louis, oggi apprezzate in tutto il mondo e che consentono a tutti di poter vestire nella maniera desiderata tenendo sempre alto il nome della qualità e delle forme geniali.

Su revolutionconceptstore.it puoi trovare tantissime proposte circa le bellissime creazioni Leon Louis: dai pantaloni ai bermuda, dai giubbini alle tuniche passando per i jeans, qui avrai la possibilità di visionare tantissimi articoli e di comprenderne meglio ogni sfumatura grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ogni prodotto. Individuato l’articolo di tuo interesse e selezionata la tua taglia, potrai aggiungerlo facilmente al carrello con un solo clic e procedere al pagamento (tramite Paypal o contrassegno), così da ricevere la merce direttamente a casa entro un paio di giorni lavorativi. Vestire in maniera creativa ed elegante allo stesso tempo non è mai stato così semplice grazie a revolutionconceptstore.it, e ricorda di sfruttare anche gli appositi filtri di ricerca così da andare a visualizzare esclusivamente i prodotti che sono realmente in grado di soddisfare i tuoi desideri.

Pasta italiana, la filiera è sempre più “green”

Obiettivo: ridurre i consumi di acqua e energia, in tutte le fasi dei processi produttivi, in un’ottica di massima sostenibilità. E’ quanto sta facendo la maggior parte delle aziende, comprese quelle specializzate in uno dei vanti della tradizione italiana: la pasta. Tanto che ogni anno i pastai italiani investono in media il 10% del proprio fatturato (circa 560 milioni) in ricerca e sviluppo per rendere la produzione e la pasta sempre più moderna, sicura e sostenibile, dall’agricoltura di precisione agli impianti di trigenerazione alimentati a metano, fino al packaging compostabile.

Spaghetti sostenibili puntando su su innovazione e qualità

Se un alimento tipico della tradizione, consumato da tutti gli italiani o quasi (99%), in media circa 5 volte a settimana per un totale di 23 kg annui pro capite, riesce a mantenersi protagonista della spesa, è anche per la sua capacità di rispondere alle esigenze del consumatore, di interpretare tendenze, cambiamenti degli stili di vita e nuove frontiere green e sostenibili. I pastai difendono il loro primato puntando su innovazione e qualità: il settore (che conta quasi 120 imprese, dà lavoro a oltre 10.200 addetti e genera un valore di 5,6 miliardi di euro) investe il 10% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo per rendere gli impianti più moderni e sicuri e la pasta sempre più sostenibile e di qualità. Un valore aggiunto a cui i produttori non intendono rinunciare, neanche in un periodo come quello attuale. E su questo punto le aspettative del consumatore sono alte: secondo un’indagine Nielsen IQ sulla sostenibilità alimentare emerge non solo un maggior impegno a mangiare con un basso impatto ambientale (circa 1/3 delle emissioni di gas a effetto serra mondiali sono legate alle catene agroalimentari) ma anche una maggiore attenzione agli sprechi e al risparmio di packaging. E 1 italiano su 5 è disposto a spendere di più per una spesa sostenibile.

Consumi di pasta su, di risorse giù

Grazie agli investimenti in innovazione e a tecniche di produzione d’avanguardia, oggi, la coltivazione del frumento incide sul totale delle emissioni di anidride carbonica per il 37%. Discorso identico per l’imballaggio, (6% di CO2) che è costituito da materiali immediatamente riciclabili come il cartoncino o il classico film plastico. Anche la trasformazione, compresa anche la molitura, si attesta al di sotto del 15% delle emissioni di CO2 e la distribuzione si ritaglia una quota minima (4%) dell’impronta carbonica del pacco di pasta.

Il retail è il secondo settore più colpito dal ransomware

Il retail è il secondo settore economico per attacchi ransomware subiti nell’ultimo anno, posizionandosi alle spalle dei comparti media, tempo libero ed entertainment. È quanto emerge dalla ricerca dal titolo The State of Ransomware in Retail 2022 di Sophos. A livello globale, è stato colpito infatti il 77% degli operatori retail, un dato in aumento del 75% rispetto al 2020, e superiore dell’11% rispetto al 66% di media generale registrato tra i settori esaminati dalla ricerca.
“I retailer continuano a subire una delle ondate più aggressive di attacchi ransomware – dichiara Chester Wisniewski, principal research scientist di Sophos -. Con più di tre operatori su quattro a essere stati colpiti nel 2021, gli incidenti legati al ransomware sono certamente una questione di ‘quando’ avverranno, non ‘se’ accadrà”.

Solo il 28% dei retailer colpiti è riuscito a evitare la cifratura dei dati

“Solo il 28% dei retailer colpiti è riuscito a evitare che i propri dati venissero cifrati – continua Wisniewski -, a indicazione del fatto che una porzione rilevante di questo settore ha bisogno di migliorare l’atteggiamento difensivo con i giusti strumenti, e con l’aiuto di esperti di sicurezza addestrati in modo appropriato”.
Ma non è aumentata solamente la percentuale degli operatori del retail a essere attaccati dal ransomware, lo stesso è accaduto anche agli importi medi dei riscatti pagati. Nel 2021 la cifra media estorta è stata infatti di 266.044 dollari, +53% rispetto al 2020 (147.811 dollari). Tuttavia, questo dato rappresenta meno di un terzo della media generale di tutti i settori presi in esame (812.000 dollari).

I cybercriminali si concentrano su settori differenti

“Spesso gang diverse di cybercriminali si concentrano su settori differenti: alcuni gruppi con minori competenze chiedono riscatti compresi tra 50.000 e 200.000 dollari, mentre organizzazioni criminali più ramificate ed esperte con una superiore visibilità chiedono 1 milione di dollari o più – commenta Wisniewski -. Sfruttando i servizi offerti da IAB (Initial Access Broker) e provider RaaS (Ransomware-as-a-Service), è purtroppo semplice anche per i delinquenti di basso livello acquistare accesso di rete e un kit ransomware per lanciare un attacco senza troppa fatica”.

L’89% ha riportato perdita di business o fatturato

Se il retail è il secondo settore più colpito, l’aumento percepito nel volume e nella complessità dei cyberattacchi contro questo comparto è leggermente inferiore rispetto alla media generale (55% in entrambi i casi). Ma il 92% degli operatori del retail colpiti da ransomware ha affermato che l’attacco ha avuto conseguenze sul proseguimento delle attività e l’89% ha riportato la perdita di business o fatturato. Il costo complessivo sostenuto dal settore retail nel 2021 per riprendere l’attività in seguito agli attacchi ransomware è stato però di 1,27 milioni di dollari, in calo rispetto agli 1,97 milioni del 2020. Rispetto al 2020, la quantità di dati recuperati dopo il pagamento del riscatto è diminuita (dal 67% al 62%), così come la percentuale di operatori che hanno riavuto indietro tutti i loro dati (dal 9% al 5%).

Marketing: gli sms più inviati sono quelli per comunicare flash sales

Gli sms rappresentano uno degli strumenti di digital marketing più efficaci tra quelli a disposizione dalle aziende, grazie soprattutto agli elevati tassi di lettura e all’assenza quasi totale di spam. Negli ultimi anni gli sms sono stati infatti molto utilizzati per le campagne di digital marketing. Queste caratteristiche rendono gli sms particolarmente utili in diverse situazioni, come nel caso di campagne per nuovi lanci e promozioni, oppure per event-driven marketing, come, ad esempio, in occasione degli auguri per il compleanno e per le festività. O ancora per la raccolta di informazioni per indagini di mercato. Ma i più usati sono quelli utilizzati per comunicare flash sales.

Alta percentuale di lettura entro pochi minuti
In base ai dati relativi agli ultimi 12 mesi forniti da Skebby.it, la piattaforma che offre servizi professionali di mobile marketing & service, la parte del leone è svolta proprio dagli sms finalizzati a comunicare flash sales, che rappresentano il 34,63% di tutti i messaggi inviati per campagne di marketing. Gli sms sono particolarmente adatti a questo tipo di promozioni di breve durata, proprio perché, garantendo un’altissima percentuale di lettura entro pochi minuti, consentono di raggiungere molto rapidamente il destinatario, oltre al vantaggio di poter arrivare su tutti i telefoni, non solo gli smartphone.

Dalle promozioni speciali al lancio di nuovi prodotti o servizi
Il secondo posto della classifica degli sms più inviati nell’ambito delle attività di marketing è ricoperto da quelli destinati a incentivare le persone a recarsi nei punti vendita (14,95%), magari proponendo promozioni speciali o segnalando novità, seguiti poi dagli sms relativi al lancio di nuovi prodotti o servizi (13,54%).
Scendendo dal podio troviamo poi altri tipi di utilizzi marketing, tra cui gli inviti a eventi, messaggi per portare visite al sito web e molto altro.

Un servizio di Landing Page dedicato a eventi e promozioni
“Considerando quante ore ognuno di noi trascorre oggi con lo smartphone in mano, è facile comprendere come non si possa più prescindere dall’includere l’SMS marketing tra le attività da prevedere per promuovere servizi, prodotti o semplicemente fidelizzare i clienti”, ha commentato Domitilla Cortelletti, Marketing Manager di Skebby.it -. Grazie al nostro servizio di Landing Page poi, è possibile inserire nei messaggi un link a una pagina web creata in modo molto intuitivo e rapido con modelli da personalizzare – ha aggiunto Domitilla Cortelletti -, consentendo così, anche ai non esperti, di creare vere e proprie landing page dedicate a eventi, promozioni, e rendendo gli sms strumenti di digital marketing ancora più efficaci e versatili”.

Facebook, Meta sdoppia il Feed

Il Feed di Facebook si sdoppia, per una migliore fruibilità da parte degli utenti e soprattutto per tenere sempre sott’occhio le ultime novità postate da amici o pagine che si seguono. Come già preannunciato nelle scorse settimane, il cambiamento adesso è attivo. Secondo gli esperti, tutte queste novità sono finalizzate a mantenere alto il gradimento da parte degli utenti e soprattutto a contrastare la concorrenza di altre applicazioni social, TikTok in primis. 

Non si perderanno i post degli amici

“Una delle funzionalità più richieste di Facebook è di assicurarsi che le persone non perdano i post degli amici. Quindi lanciamo una scheda Feed in cui puoi vedere i post dei tuoi amici, gruppi, Pagine e altro separatamente in ordine cronologico. L’app si aprirà comunque con un feed personalizzato nella scheda Home, dove il nostro motore di rilevamento consiglierà i contenuti che riteniamo ti interessino di più. Ma la scheda Feed ti darà un modo per personalizzare e controllare ulteriormente la tua esperienza” ha spiegato Mark Zuckerberg nel blog della piattaforma. In sintesi, ci saranno due differenti tabù: una per i contenuti di creator, storie e post selezionati dall’algoritmo, e un’altra per gli amici e i seguiti, ordinata in ordine cronologico.
“Da Home puoi creare un Reel, vedere cosa condividono i tuoi contatti nella tab Feed e nelle Storie e creare una community basata su interessi nuovi e condivisi” prosegue il blog. “La tua tab Home è personalizzata in modo univoco grazie al nostro sistema di classificazione tramite apprendimento automatico. Questo sistema prende in considerazione migliaia di segnali per evitare confusione e classificare i contenuti in base all’ordine che riteniamo potrebbe essere più valido per te. Stiamo investendo nell’AI per continuare a mostrare contenuti suggeriti in questa nuova esperienza con classificazione. Mentre nella tab Home troverai sempre nuove community con passioni e interessi condivisi, con Feed puoi continuare a vedere tutti gli aggiornamenti delle persone e community a cui tieni di più”.

Dove si visualizzano i tab

“Su iOS questa barra si trova in fondo all’app e su Android in alto” si legge ancora nella presentazione. “Prevediamo che questi aggiornamenti verranno implementati a livello globale nel corso della prossima settimana. Le tab nella barra dei collegamenti rapidi cambiano in base alle parti dell’app che usi di più. Puoi anche personalizzare e fissare una tab nella barra dei collegamenti rapidi, e in questo modo la sua posizione non cambierà”.

Tecnologia di consumo: fatturato +0,7%, ma primi segnali di rallentamento

Secondo le rilevazioni GfK, nella prima parte del 2022 le vendite per il settore della Tecnologia di consumo sono cresciute del +0,7%, e il valore complessivo del mercato ha raggiunto 6,4 miliardi di euro di fatturato. Dopo un 2021 record per il settore, il mercato continua quindi a registrare un trend leggermente positivo, ma si intravedono i primi segnali di rallentamento. Se però si confronta il dato con il periodo pre-pandemico si può constatare una crescita molto forte, pari al +18,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. In ogni caso, a trainare la crescita è il comparto dell’Audio/Video, che nei primi 5 mesi dell’anno registra un incremento pari al +30,9%.

Il mercato è sostenuto da TV (+31,6%) e Decoder (+248%)

Queste ultime, favorite dalla domanda legata allo switch-off, arrivano a generare il 13,7% del valore complessivo del mercato italiano, e sono il prodotto che più sostiene la crescita del mercato. A guidare la crescita del mercato è infatti la performance molto positiva del comparto Elettronica di Consumo, cresciuto del +30,9%, che include al proprio interno i Decoder (+248%) e soprattutto le TV (+31,6%).
Queste ultime, favorite dalla domanda legata allo switch-off, arrivano a generare il 13,7% del valore complessivo del mercato italiano, e sono il prodotto che più sostiene la crescita del mercato. Se si dovessero escludere dall’analisi, il mercato mostrerebbe un trend negativo rispetto allo scorso anno del -2,9%.

Segno meno per Grande e Piccolo Elettrodomestico e IT/Office

Analizzando gli altri settori GfK registra trend leggermente negativi per il Grande Elettrodomestico (-0,5%) e il Piccolo Elettrodomestico (-0,8%), mentre la Telefonia mostra una leggera crescita (+0,7%) e si conferma il settore più importante per fatturato, con un peso sul totale pari al 34%.
L’Information Technology/Office invece è il settore più negativo (-14,5%), ma occorre ricordare che nel 2020 e nel 2021 aveva fatto registrare vendite record per le necessità legate a Smart Working e DAD.

Buone prestazioni per Photo, Home Comfort decolla

Al contrario, buona la prestazione del settore Photo (+3,4%), che negli ultimi anni aveva sofferto, mentre è in forte crescita l’Home Comfort (+25,6%), favorito dalle alte temperature registrate a maggio, che hanno contribuito alla vendita di Condizionatori (+34,6%) e fanno ben sperare per i successivi mesi estivi. In generale, le vendite online hanno evidenziato una performance migliore rispetto alle vendite nei negozi fisici (+5,2% rispetto a -0,8%) e continuano a crescere in termini di peso, raggiungendo il 25,7% del totale fatturato generato, contro il 24,6% del periodo gennaio-maggio 2021, e il 24,2% del totale registrato nell’anno 2021.

Aziende a rischio assunzione di “candidati deepfake”

Può sembrare uno scherzo, ma sono in aumento le aziende che hanno segnalato la presenza di persone candidate per un posto di lavoro utilizzando i deepfake. Lo ha annunciato l’Fbi: sempre più spesso infatti gli impostori utilizzano video, immagini, registrazioni e identità rubate fingendosi qualcun altro per ottenere una posizione IT da remoto all’interno di un’azienda. L’assunzione di un deepfake da parte di un’azienda può portare a seri problemi, come l’accesso a informazioni aziendali e sui clienti, il che non solo può rappresentare una minaccia per la sicurezza dei dati aziendali, ma in caso di violazione l’azienda probabilmente non avrà la possibilità di consegnare il truffatore alla giustizia.

Gli attaccanti possono fingersi anche dirigenti aziendali

Il caso citato non è però l’unico modo in cui i truffatori utilizzano i deepfake per trarre vantaggio da un’azienda. Con l’evoluzione della tecnologia, gli attaccanti possono utilizzare questo nuovo metodo per raggirare i test biometrici utilizzati dalle banche e dagli scambi di criptovalute per verificare l’identità degli utenti, al fine del riciclaggio di denaro. Secondo il report di Sensity, nove dei 10 principali fornitori di servizi Know Your Customer (KYC) sono molto vulnerabili agli attacchi deepfake. I deepfake sono utilizzati poi anche per lo spear o phishing mirato: il cybercriminale si finge una persona fidata o affidabile facendo leva su meccanismi psicologici. L’obiettivo finale è sempre il furto di denaro o informazioni sensibili. Gli attaccanti possono infatti fingersi dirigenti di un’azienda per ottenere la fiducia di una persona e indurla a consegnare dati sensibili, denaro o accesso all’infrastruttura dell’organizzazione.

Come riconoscere i fake usati per le truffe?

“Comprendere il pericolo è metà dell’opera. Educate i vostri dipendenti e informateli sui nuovi metodi fraudolenti. Un deepfake di alta qualità richiede molta competenza e impegno, mentre i fake usati per le truffe o per l’interazione sincrona durante un colloquio sarebbero probabilmente di bassa qualità. Tra i segni di un deepfake, ci sono movimenti innaturali delle labbra, capelli mal resi, forme del viso non corrispondenti – afferma Vladislav Tushkanov, Lead Data Scientist di Kaspersky -. Tuttavia, gli attaccanti potrebbero intenzionalmente abbassare la qualità del video per nascondere questi artefatti”.

Come ridurre al minimo la possibilità di assumere un dipendente falso

“Per ridurre al minimo la possibilità di assumere un dipendente falso, suddividete i colloqui di lavoro in più fasi, coinvolgendo non solo i responsabili delle risorse umane ma anche le persone che lavoreranno con il nuovo dipendente – continua Tushkanov -. In questo modo aumenteranno le possibilità di individuare qualcosa di insolito”.
Anche le tecnologie sono un valido aiuto nella lotta ai deepfake, una soluzione di cybersecurity affidabile garantirà assistenza nel caso in cui un deepfake di alta qualità convinca un dipendente a scaricare file o programmi dannosi o a visitare link sospetti o siti web di phishing. La soluzione antifrode che fornisce l’analisi del comportamento degli utenti e il monitoraggio delle transazioni finanziarie può essere poi una buona opzione per le aziende che utilizzano il KYC, fornendo un ulteriore livello di protezione.

Le imprese investono di più in Corporate Social Responsibility

Nel 2021 il 96% delle aziende italiane con più di 80 dipendenti dichiara di aver speso 282mila euro all’anno in attività di Corporate Social Responsibility (Csr), per un totale di 2 miliardi e 162 milioni di euro. La responsabilità sociale dell’impresa è diventata un dovere, quasi un obbligo: i dati del decimo Rapporto Csr promosso dall’Osservatorio Socialis sull’impegno sociale, economico e ambientale delle aziende in Italia, parlano chiaro. E le crisi, dalla pandemia alla guerra, non sembrano rallentare questo cammino. Su un campione composto da 400 imprese aumenta infatti visibilmente la percentuale di aziende che ha già confermato il budget per il 2022 (65% rispetto al 40% del 2020), viceversa si è ridotta la quota di imprese che ha annullato o ridotto il budget (27%) e la quota che non lo aveva pianificato in anticipo (6%). 

In 10 anni più che quintuplicato il valore assoluto degli investimenti  

Si tratta di dati, che al di là delle dimensioni emergenziali, sembrano indicare una riacquistata capacità di programmazione. Secondo la rilevazione dell’Osservatorio, rispetto alla prima rilevazione del 2001, quando si spendevano circa 400 milioni di euro in attività Csr, in Italia è più che quintuplicato il valore assoluto degli investimenti in Csr delle aziende con più di 80 dipendenti. L’investimento medio in Csr delle aziende italiane nel 2021 rispetto al 2019 è salito del 17%. Un trend ormai ventennale, che nonostante l’emergenza Covid vede una crescita del 22% solo negli ultimi due anni.

Le aree e le modalità di investimento

Per quanto riguarda le aree e le modalità di investimento le aziende che fanno attività di Csr si concentrano soprattutto sulle iniziative interne all’azienda (50%), come quelle legate alla formazione del personale (33%). Il 40% delle aziende promuove iniziative dedicate al territorio nazionale e il 36% al territorio vicino alla propria azienda. Quest’anno si è rilevato un incremento delle azioni rivolte ai paesi esteri (21%), registrando un possibile ritorno a quella che viene definita comunemente ‘beneficenza’, ossia investimenti e donazioni in paesi lontani, più poveri o in difficoltà. I maggiori investimenti però vengono dedicati ad azioni per diminuire l’impatto ambientale: il 40% investe per migliorare il risparmio energetico, mentre il 38% privilegia azioni di investimento nelle tecnologie innovative per limitare l’inquinamento e migliorare lo smaltimento dei rifiuti.

Cresce il valore per le attività ESG

La Csr si conferma conveniente per le aziende che la praticano: il 44% delle aziende intervistate indica che la Csr porta a un miglioramento della reputazione, e per 4 aziende su 10 un miglioramento della motivazione del personale, e il conseguente miglioramento del clima interno. La rilevazione mostra poi che l’attenzione di imprese e consumatori rimane alta. Infatti, il 51% delle imprese ritiene in crescita l’attenzione verso la Csr. Le aziende, poi, attribuiscono un valore più alto alle attività a vantaggio della corporate governance e del sociale, ovvero le tematiche ESG.

Internet Advertising: nel 2021 +24%

Tra raccolta su Tv, Stampa, Radio, Out of Home e Internet Media, il mercato pubblicitario in Italia nel 2021 sale a 9,3 miliardi di euro, circa 1,4 miliardi in più rispetto al 2020. Una chiusura positiva, che recupera la flessione dell’8% registrata nel 2020, e consente di raggiungere il valore più alto dal 2009. Internet si conferma il primo Media in Italia per raccolta pubblicitaria (+24% e 46% del mercato), ma la spinta digitale cresce anche all’interno dei Media più tradizionali. Fenomeni come la Connected Tv (CTV) e il Digital Out of Home (DOOH) iniziano a registrare numeri non più marginali. Dopo l’Internet advertising, con una quota di mercato del 40% e una crescita del 14%, c’è la Tv, seguita da Stampa (7% e +4%), Radio (4% e +10%) e Out of Home (OOH, 3% e +16%). Emerge dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano.

Formati e device

Nonostante le vicissitudini legate al periodo pandemico, l’Internet advertising rimane concentrato nelle mani di pochi attori. I principali player tech internazionali raccolgono, infatti, il 79% del mercato, e la percentuale potrebbe ancora crescere nel corso del 2022. Per quanto riguarda i formati, Video e banner, Search, Classified e e-commerce advertising nel corso del 2021 registrano tassi di crescita superiori al +20%. Ma il formato con l’incremento percentuale più alto è l’Audio advertising (+44%), caratterizzato da un grande fermento, in particolare sul lato offerta, per l’aumento dell’inventory e la diffusione di nuovi contenuti audio. Quanto al mercato per device, il canale principale è lo smartphone. Il Mobile advertising nel 2021 cresce infatti del 27%, superando in valore assoluto 2,4 miliardi di euro.

Connected Tv e Digital Out of Home

La raccolta sui televisori connessi (Connected Tv) vale oltre 230 milioni di euro, più del doppio rispetto al 2020.  Il Digital Out Of Home, invece, vale 63 milioni di euro, in ripresa del +30% rispetto al crollo registrato dall’intero comparto Out Of Home nel 2020. La componente digitale pesa per il 22% del totale (+2%): un trend positivo che proseguirà anche nel 2022, con un peso sul totale OOH ulteriormente in sviluppo.  È infatti la componente digital a trainare la crescita del mezzo, grazie a una diffusione sempre più elevata di impianti digitali, soprattutto nel Nord Italia, dove sono collocati 2 schermi su 3, e dove la raccolta dei formati Roadsid è in continuo aumento, ed è pari a quasi metà del mercato.

La ricerca di equilibrio tra privacy e personalizzazione

Quando si parla di pubblicità online, però, nonostante i numerosi interventi su privacy e sicurezza, i consumatori si sentono ancora eccessivamente tracciati, senza avere un ritorno in termini utilità e profilazione. Dall’analisi svolta, è interessante notare invece come la comunicazione geolocalizzata attraverso Smartphone, seppur mostri un certo livello di invasività, abbia un’ottima risposta, con il 40% delle persone raggiunte che almeno una volta si è poi recata realmente al punto vendita sponsorizzato.

Lavoro, chi seleziona il personale deve guardare al futuro

Il processo di selezione del personale tradizionalmente prevede di premiare con l’assunzione il candidato con le migliori competenze e le capacità più adatte a soddisfare i bisogni dell’organizzazione. Attraverso l’analisi del curriculum vitae, le referenze e l’immagine online del candidato, chi si occupa di recruiting compone un’istantanea dei profili migliori, per poi scegliere quello più idoneo in base alle esigenze dell’azienda. Per questo motivo, negli annunci di lavoro, viene elencata una serie di requisiti fondamentali che devono trovare risposta nei curricula inviati.
Ma è davvero sufficiente focalizzarsi sul ‘presente’ al momento della selezione del personale? Secondo Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, società internazionale di head hunting specializzata nella selezione di personale qualificato e nello sviluppo di carriera, la risposta è no.

Il recruiter deve concentrarsi soprattutto sul ‘domani’

“Chi struttura un processo di selezione del personale pensando alle necessità attuali dell’azienda sbaglia, per il semplice fatto che quel candidato non dovrà lavorare oggi – spiega Adami -. No, sarà al lavoro domani, il giorno dopo e il giorno dopo ancora, e per questo motivo chi si occupa di recruiting non deve pensare unicamente al presente, concentrandosi invece anche e soprattutto sul futuro”.
Certo, un tempo era possibile concentrarsi solamente sul presente. Fino a qualche decennio fa, infatti, i cambiamenti all’interno dei vari settori erano piuttosto lenti. Oggi la situazione è invece profondamente diversa.

È necessario aggiornarsi continuamente

“La società sta cambiando velocemente, e l’evoluzione tecnologica sta correndo ancora più rapidamente – aggiunge l’head hunter -. Questo significa che per rimanere al passo è necessario aggiornarsi continuamente, senza mai smettere di imparare. Dal punto di vista di chi si occupa di ricerca e selezione del personale vuol dire anche che non bisogna assumere ciecamente chi soddisfa i criteri richiesti dall’azienda oggi, bensì chi riuscirà a farlo domani e dopodomani, andando oltre i titoli e le hard skills”.
La semplice analisi del curriculum vitae può quindi dare solo una prima idea sulle effettive capacità del candidato. Per effettuare la scelta giusta è necessario condurre interviste in profondità, e soprattutto, conoscere bene quelli che potranno essere gli sviluppi del settore.

Studiare profondamente il candidato e conoscere il settore specifico

 “Questo significa che la selezione del personale deve essere fatta a partire da uno studio profondo dei candidati, nonché da una conoscenza specialistica del settore: non è un caso se la nostra società di head hunting può contare su cacciatori di teste specializzati in singoli settori – sottolinea Adami -. Un recruiter che si presta a processi di selezione per qualsiasi settore, dall’automotive al marketing, dal retail alla sanità, non può infatti avere le competenze sufficienti per capire davvero di cosa ha e avrà bisogno un’azienda per continuare a essere competitiva”.