Le migliori maschere naturali per la pelle grassa

La pelle grassa può diventare un fattore poco piacevole quando riflette la luce e diventa particolarmente visibile in alcune aree del viso come il mento, il naso o la fronte. Questo tipo di pelle è spesso anche caratterizzata dalla presenza di punti neri aperti e chiusi sul viso o su altre aree del corpo, a causa di una sovrapproduzione di sebo, che è la sostanza oleosa naturale che produce le ghiandole sebacee presenti nella pelle e nei capelli con il conseguente intasamento dei pori, i quali richiedono un trattamento e una cura specifici per migliorare il loro aspetto.

Oggi impareremo come preparare delle maschere efficaci per combattere la pelle grassa e l’acne: ci sono infatti molti ingredienti naturali che sono perfetti per lavorare su questo tipo di pelle, ed in questo articolo mostriamo alcune maschere naturali per la pelle grassa, ovvero che possono essere realizzate con ingredienti che abbiamo anche in casa. Chiaramente esistono anche maschere più particolari ed elaborate che prevedono l’utilizzo di determinati prodotti e cosmetici, ma in quel caso è bene seguire un corso estetista per apprendere al meglio come gestire questi ingredienti più elaborati sulla tua pelle o quella dei tuoi clienti.

Cause della pelle grassa e dell’acne

Altri fattori che predispongono alla comparsa di questa condizione sono la proliferazione di batteri che vivono sulla pelle e che finiscono per invadere i pori e dare origine alla formazione di brufoli, pustole, papule e noduli e all’infiammazione e arrossamento dei tessuti, ma non solo. Sintetizzando possiamo elencare in questa maniera le cause della pelle grassa:

  • Fattori genetici
  • Squilibri ormonali
  • Disturbi nervosi
  • Cattive abitudini alimentari
  • Uso di prodotti cosmetici inappropriati
  • Consumo di alcuni farmaci

Le maschere naturali più efficaci per la pelle grassa e l’acne

Per ridurre la sovrapproduzione di sebo e combattere la comparsa di nuove impurità, la pelle grassa richiede l’uso di prodotti con proprietà astringenti e antibatteriche. In questa maniera, sarà possibile eliminare il grasso in eccesso, favorire la pulizia della pelle, rinfrescarla, eliminare tutti i brufoli e chiudere i pori aperti del viso. Esistono diversi prodotti naturali che hanno queste proprietà e che possiamo usare per creare maschere veramente efficaci, ecco quali.

Maschera al pomodoro

Proprietà della maschera al pomodoro

Il pomodoro è un alimento molto ricco di vitamine A e C, e minerali che aiutano a nutrire la pelle. Allo stesso tempo il pomodoro è astringente, pulisce la pelle in profondità e combatte le impurità che appaiono con l’acne limitando la produzione di grasso sul viso.

Preparazione della maschera al pomodoro

Schiaccia 2 pomodori spellati con 2 cucchiai di zucchero e 1 cucchiaio di succo di limone appena spremuto fino ad ottenere una miscela omogenea.

Applicazione maschera

Stendi la maschera al pomodoro sul viso con massaggi circolari e lasciala riposare per 15 minuti. Non esporre la pelle al sole durante questo trattamento, poiché il limone potrebbe causare la comparsa di macchie, dunque meglio applicarla la sera.

Maschera al miele e farina d’avena

Proprietà della farina d’avena e del miele

La maschera alla farina d’avena e miele è ideale per lavorare sull’acne, nonché lenire e idratare la pelle allo stesso tempo. Il miele è antibatterico, molto nutriente e facilita la liberazione dei pori. D’altra parte, la farina d’avena calma la pelle irritata e infiammata, combattendo la secchezza.

Preparazione della maschera al miele e farina d’avena

Macina 1 cucchiaio di farina d’avena rendendola una polvere molto fine. Quindi, mescola l’avena macinata con 2 cucchiai di miele e 1 cucchiaino di acqua distillata o, in alternativa, acqua di rose o succo di limone.

Applicazione della maschera all’avena e miele sul viso

Applicala su tutto il viso, evitando l’area del contorno occhi, e lascia in posa per 20 minuti.

Maschera alla carota

Proprietà della maschera alla carota

I beta-caroteni che le carote contengono sono antiossidanti e  aiutano a bilanciare i livelli di grasso della pelle. Inoltre, la carota è un ortaggio con proprietà antinfiammatorie, quindi aiuta a ridurre le grandi dimensioni dei brufoli e migliora l’aspetto della pelle in breve tempo, contribuendo successivamente a prevenire le impurità che lasciano segni antiestetici sulla pelle.

Preparazione della maschera alla carota

Schiaccia 2 carote fino a ottenere una crema, quindi aggiungi 1 cucchiaio di miele e alcune gocce di succo di limone. Possono anche essere aggiunti altri ingredienti a questa ricetta, come un po’ di gel di aloe vera o yogurt bianco.

Applicazione della maschera alle carote sul viso

Distribuisci la maschera sul viso con l’aiuto di un pennello e lasciala riposare per 20-30 minuti.

Prova queste 3 semplici maschere del tutto naturali per constatare da subito degli effettivi miglioramenti sulla pelle grassa!

Goonix | Qualità e Risparmio

Quando si ha necessità di acquistare un nuovo elettrodomestico, sia esso un dispositivo grande o piccolo, solitamente la prima cosa che si fa è visionare i volantini della grande distribuzione organizzata o andare alla ricerca di qualche offerta particolare su internet. A tal proposito il sito che negli ultimi anni si è distinto maggiormente per la convenienza dei prezzi proposti, nonchè per la qualità dei prodotti che offre, è sicuramente Goonix. Su Goonix.it è infatti possibile trovare tantissime offerte elettrodomestici e non, che presentano prezzi effettivamente più bassi rispetto la media di mercato e che rappresentano dunque un’importante risorsa per gli utenti, i quali possono così portare a casa i prodotti di cui hanno bisogno risparmiando effettivamente su quanto avevano preventivato.

Le categorie merceologiche presenti sono veramente tante e vanno dagli elettrodomestici ai dispositivi tecnologici più avanzati, dai giochi per bambini agli accessori per il tempo libero, dall’arredamento all’informatica e così via. Individuare ciò di cui si ha bisogno è veramente semplice e bastano pochi click per poter visionare una moltitudine di prodotti, tra i quali andare poi a scegliere con calma.

Individuato il prodotto che maggiormente incontra i propri desideri è possibile pagare con tutta la comodità di PayPal o carta di credito, ma anche tramite bonifico bancario. Inoltre, se lo si vuole, è anche possibile prolungare la garanzia prevista dalla casa produttrice così da tutelare il proprio acquisto anche gli anni a venire. La merce acquistata sarà recapitata direttamente presso il domicilio indicato nell’arco di un paio di giorni lavorativi tramite corriere espresso, e sarà sempre possibile usufruire dei servizi di assistenza post vendita nel caso in cui si riscontrino difetti o anomalie nei prodotti acquistati. Se stai dunque pensando di acquistare un nuovo elettrodomestico o qualsiasi altro tipo di prodotto, consulta Goonix e scoprirai che qui ci sono in effetti i prezzi più bassi del web.

Leon Louis:  creazioni di qualità dal design innovativo

Chi veste Leon Louis conosce bene l’esigenza di vestire in maniera adeguata a quello che è il proprio stile di vita e alla personalità di ciascuno di noi, la quale è importante che riesca a trasparire già da ciò che si indossa. Portare dei capi d’abbigliamento così particolari e ricercati mette ognuno nelle condizioni di poter vestire esattamente nella maniera desiderata e con lo stile che più si sente proprio: questo è il concept che sin dal 2010, anno in cui i prodotti Leon Louis sono arrivati sul mercato, accompagna questo importante brand che vive una crescita costante grazie a creazioni che rappresentano il frutto di una ricerca costante e meticolosa per quel che riguarda il design ed i materiali impiegati. Proprio da questa assoluta attenzione verso anche il più piccolo dei dettagli nascono le creazioni Leon Louis, oggi apprezzate in tutto il mondo e che consentono a tutti di poter vestire nella maniera desiderata tenendo sempre alto il nome della qualità e delle forme geniali.

Su revolutionconceptstore.it puoi trovare tantissime proposte circa le bellissime creazioni Leon Louis: dai pantaloni ai bermuda, dai giubbini alle tuniche passando per i jeans, qui avrai la possibilità di visionare tantissimi articoli e di comprenderne meglio ogni sfumatura grazie all’esauriente galleria fotografica che accompagna ogni prodotto. Individuato l’articolo di tuo interesse e selezionata la tua taglia, potrai aggiungerlo facilmente al carrello con un solo clic e procedere al pagamento (tramite Paypal o contrassegno), così da ricevere la merce direttamente a casa entro un paio di giorni lavorativi. Vestire in maniera creativa ed elegante allo stesso tempo non è mai stato così semplice grazie a revolutionconceptstore.it, e ricorda di sfruttare anche gli appositi filtri di ricerca così da andare a visualizzare esclusivamente i prodotti che sono realmente in grado di soddisfare i tuoi desideri.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Qualità e convenienza

Un caffè cremoso dal gusto intenso e dall’aroma avvolgente, ecco di cosa hanno bisogno gli italiani nel corso della giornata per vivere piccoli momenti di delicato piacere. Le cialde Lavazza a Modo Mio che trovi sul sito, anche in versione compatibile, www.cialdamia.it ti regalano ogni giorno queste pause di benessere, ogni volta che ne avverti il bisogno e con tutta la qualità delle sue miscele ricercate, che consentono a ciascuno di poter avere il caffè preferito. Prova il gusto delicato della qualità oro o la corposità della qualità crema e gusto, per un viaggio unico alla riscoperta di un aroma ed un buon sapore che avevi dimenticato. E cosa dire delle capsule al ginseng e all’orzo? Il bello delle cialde e delle capsule Lavazza infatti, è che ti permettono di bere esattamente il tipo di caffè che preferisci senza doverti accontentare di qualcosa che semplicemente si avvicina a ciò che hai in mente, ma consentendoti invece di sorseggiare ogni volta esattamente quel gusto unico in grado di donarti il piacere ed il relax di cui hai bisogno.

Perché dunque, recarsi al bar per bere un caffè squisito quando è possibile averlo direttamente in casa con un semplice gesto? Il bello delle cialde Lavazza a Modo Mio è proprio la libertà di poterti concedere questo piccolo piacere quotidiano anche più volte al giorno con una semplicità estrema ed una convenienza che ti stupirà. Se non lo hai mai provato e sei ancora alla ricerca di quelle cialde veramente in grado di farti provare la piacevole sensazione che provi quando ti rechi al bar, questa è l’occasione giusta per incontrare in maniera inequivocabile quell’aroma e quel gusto che desideri da tanto tempo. Scopri come ottenere la spedizione gratuita e fai una buona scorta delle tue cialde preferite per non correre il rischio di rimanere senza!

Usare lo smartphone lascia segni sul cervello dei bambini

Tablet e smartphone utilizzati in tenera età lasciano segni sul cervello. Uno studio del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center (Usa) documenta infatti la presenza di differenze strutturali nella materia grigia dei bambini in età prescolare legate all’uso degli schermi video. Più in particolare, la ricerca mostra che i bimbi che trascorrono più tempo con questi dispositivi hanno una minore integrità strutturale in alcuni tratti di materia bianca nelle aree del cervello che supportano il linguaggio, e altre abilità legate all’alfabetizzazione, al controllo mentale e all’autoregolazione. Questi bambini, inoltre, ottengono punteggi più bassi nelle misurazioni linguistiche e di alfabetizzazione.

Uno studio che ha coinvolto 47 bambini sani di età compresa tra 3 e 5 anni

Lo studio ha coinvolto 47 bambini sani di età compresa tra 3 e 5 anni e ha esaminato l’integrità della sostanza bianca nel cervello attraverso una risonanza magnetica. I bambini hanno completato test cognitivi standard, e i ricercatori hanno valutato il tempo trascorso di fronte agli schermi mettendolo a confronto con le raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics (Aap). Secondo la quale i bambini di età inferiore ai 18 mesi dovrebbero evitare l’uso di contenuti multimediali diversi dalle chat video. I genitori di bambini dai 18 ai 24 mesi dovrebbero scegliere una programmazione di alta qualità e guardarla sempre con i figli, mentre i bambini dai 2 ai 5 anni dovrebbero limitare l’uso dello schermo a 1 ora al giorno, sempre in co-visione, riporta Adnkronos.

Più esposizione ai video, minore velocità di elaborazione del linguaggio

Tra i risultati chiave è emerso che punteggi più elevati nello “score” di esposizione ai video erano significativamente associati a un linguaggio espressivo di qualità inferiore, che corrisponde alla capacità di nominare rapidamente gli oggetti (velocità di elaborazione), e a una minore integrità della sostanza bianca, che influenza l’organizzazione e il processo di formazione della guaina mielinica attorno a un nervo per consentire agli impulsi nervosi di muoversi più rapidamente (mielinizzazione). Questo, in tratti che coinvolgono la funzione esecutiva del linguaggio e altre abilità di alfabetizzazione.

Aziende produttrici, politici e genitori devono fissare limiti salutari all’uso dei dispositivi

“L’uso dei media su schermo è prevalente e in aumento in ambito domestico, in bambini di età sempre più giovane – commenta John Hutton, direttore del Reading & Literacy Discovery Center dell’ospedale americano -. Questi risultati evidenziano la necessità di comprendere gli effetti del tempo trascorso con questi device, in particolare durante le fasi di sviluppo dinamico del cervello nella prima infanzia, in modo che aziende produttrici, responsabili politici e genitori possano fissare limiti salutari nell’esposizione a questi dispositivi”.

Tutti vogliono la pasta, purché sia bio, integrale o gluten free

La pasta è sempre amata dagli italiani, e non solo, ma qualcosa è cambiato. Cambiano infatti le abitudini di consumo, e sulle tavole degli italiani avanzano le confezioni di pasta “senza glutine”, “100% italiana”, “trafilata al bronzo”, oppure “a lenta essiccazione”. Il tutto a discapito del pacco tradizionale.

Sono poi raddoppiati gli appassionati di pasta integrale, passati in tre anni dal 36% al 75%. E chi dichiara di aver mangiato pasta biologica almeno una volta nell’anno in corso sale dal 13% al 63%, per non parlare di chi ha consumato quella senza glutine, la cui percentuale  in tre anni schizza dal 7% al 30%.

Il valore degli acquisti torna a salire

Lo ha scoperto l’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, che conferma anche come il valore degli acquisti di questo alimento, dopo aver toccato il valore più basso nel 2018, oggi sia tornato a salire,. E proprio grazie all’exploit di referenze a più alto valore unitario. La pasta oggi rappresenta infatti oltre il 3% dello scontrino della spesa alimentare degli italiani, ma dall’inizio del decennio le quantità consumate si sono ridotte di quasi il 13%.

Una rimodulazione degli acquisti che riflette un diverso stile di vita

Il calo nei consumi è dovuto principalmente a cambiamenti demografici, a una maggiore attenzione alla dieta e alla crescita di un’offerta alternativa che ha letteralmente rivoluzionato lo scaffale. Il risultato è una rimodulazione degli acquisti, che riflette un diverso stile di vita degli italiani.

In settori maturi come la pasta, indica l’Ismea, alcuni prodotti tradizionali vengono sostituiti da altri della stessa filiera, ma con caratteristiche più in linea alla domanda del mercato.

In pratica anche la pasta si adegua alle nuove esigenze di salute, e di maggiore attenzione alla qualità dei prodotti, di consumatori sempre più consapevoli.

L’Italia si conferma il primo produttore, consumatore ed esportatore al mondo

Ed è proprio quello che sta succedendo ai consumatori del nostro Paese, che si conferma il primo produttore, consumatore e esportatore al mondo. I pastifici nazionali producono infatti 3,4 milioni di tonnellate di pasta, di cui più della metà viene venduta all’estero, soprattutto in Germania, Usa e Francia, per un valore di quasi 2 miliardi di euro, riporta Ansa. Per soddisfare la domanda di frumento dei molini e pastifici, segnala ancora l’Ismea, è necessario però approvvigionarsi sui mercati esteri per una quota che oscilla, a seconda dell’annata, tra il 30% e il 40%. Poiché l’Italia è in grado di produrre mediamente 4 milioni di tonnellate di frumento duro all’anno.

Dal Nord Italia arriva quasi tutta la ricchezza del Paese

Quasi la metà del Pil, del gettito tributario, degli occupati nelle imprese private e degli investimenti complessivi del Paese è generata da sei regioni del Nord Italia: Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Inoltre, quasi il 60% delle esportazioni italiane viene realizzato in questi territori “che, ormai, si sentono in sintonia e integrati più con la Baviera o Francoforte che con Roma”, dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi CGIA di Mestre Paolo Zabeo.

Oltre al taglio delle tasse e a una ripresa degli investimenti infrastrutturali, il Nord guarda quindi con particolare attenzione anche al tema dell’autonomia differenziata. L’auspicio, per la CGIA di Mestre, è che finalmente si gettino alle spalle le incomprensioni esplose negli ultimi mesi tra una parte del precedente esecutivo e i Governatori di Lombardia e Veneto.

La dimensione economica e occupazionale del Nord

Analizzando gli ultimi dati CGIA disponibili emerge che le sei regioni del Nord prese in esame producono complessivamente poco più di 721 miliardi di euro di valore aggiunto, ovvero del Pil, pari al 46,6% del totale nazionale. Le imprese private, invece, sono poco meno di 2 milioni, pari al 38,1% del totale in Italia, e occupano poco più di 8 milioni di lavoratori (48%). L’export ammonta invece a quasi 336 miliardi di euro, pari al 58,2% del totale, e gli investimenti fissi lordi realizzati sono stati poco più di 142 miliardi (49% del dato nazionale).

Tasse e infrastrutture

In Liguria, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia risiedono poco più di 23 milioni di abitanti, pari al 38,4% del totale nazionale. Da questi territori del Nord l’erario preleva oltre 256 miliardi di euro (pari al 46,1% del totale), e in queste 6 regioni sono presenti oltre 6 mila chilometri di rete ferroviaria (36,7% del totale) e quasi 3 mila chilometri di rete autostradale (42,2% del dato nazionale). Attraverso i Tir transitano su queste strade poco più di 460 milioni di tonnellate di merci all’anno (53,4% del dato Italia).

Ritardo sulla banda ultra larga

Oltre alle infrastrutture materiali, rivestono un’importanza strategica anche quelle immateriali che, sul tema della banda ultra larga, vedono il Nord ancora in forte ritardo. Se in Italia le unità immobiliari raggiunte dalla fibra ultra veloce sono pari al 58%, in Trentino Alto Adige la copertura è del 28,2%, in Friuli Venezia Giulia del 45,6% e in Veneto del 48,6%. Solo Lombardia e Liguria registrano incidenze di copertura superiori al dato medio nazionale: rispettivamente del 59,5% e del 74,9%. Questi dati sono ricavati dalle dichiarazioni degli operatori privati nella consultazione pubblica 2019 su fonte Invitalia-Ministero Sviluppo Economico.

Furti di password: i malware che le rubano sono aumentati del 60% nel 2019

Le nostre password sono sempre di più a rischio furto. L’utilizzo di “password stealer”, i malware progettati per la raccolta dei dati digitali degli utenti, è aumentato in modo significativo nell’ultimo periodo. Il PSW, acronimo di Password Stealing Ware, è uno strumento che i cybercriminali utilizzano per accedere alla privacy degli utenti. Questo particolare tipo di software malevolo “ruba” i dati direttamente dai browser utilizzando diversi metodi. Molto spesso si tratta di informazioni sensibili – come dati di accesso agli account online – o di carattere finanziario – come password salvate, dati di riempimento automatico e dettagli memorizzati per i pagamenti digitali. Alcune famiglie di questo tipo di malware, inoltre, sono progettate per rubare i cookie direttamente dal browser, i file utente da una posizione specifica e i file delle applicazioni come i servizi di messaggistica. Nel corso degli ultimi mesi,  Kaspersky ha rilevato dei picchi di attività per quanto riguarda i malware stealer in Europa e in Asia. Nella maggior parte dei casi, questi malware hanno preso di mira utenti di paesi come la Russia, l’India, il Brasile, la Germania e gli Stati Uniti. Sempre nell’ultimo periodo, si è riscontrata una crescita significativa del trojan stealer multifunzione Azorult.

Commenta così il fenomeno Alexander Eremin, Security Researcher di Kaspersky: “Le persone oggi sono sempre più attive online e scelgono spesso di affidarsi a Internet per molte delle loro attività quotidiane. Questa tendenza porta ad avere un numero sempre maggiore di dati e informazioni all’interno dei loro profili digitali, rendendoli così un bersaglio particolarmente interessante per i cybercriminali: questi dati, infatti, possono essere monetizzati in molti modi in un secondo momento. Gli utenti possono utilizzare i loro servizi online preferiti con la certezza che le loro informazioni non saranno messe a rischio semplicemente memorizzando le password e le credenziali in modo sicuro. Questa buona abitudine dovrebbe essere supportata anche dall’implementazione di una soluzione di sicurezza digitale, perché la prudenza non è mai troppa”.

Password e credenziali al sicuro

I consigli degli esperti di Kaspersky, anche per mettersi al riparo da questa specifica tipologia di malware, sono semplici ma sicuramente efficaci. Innanzitutto, è importante non condividere password e informazioni personali con amici o familiari perché potrebbero renderle involontariamente vulnerabili all’azione del malware. Non pubblicare questo tipo di informazioni sui forum online o sui social media. Procedere sempre con l’installazione degli aggiornamenti e delle patch dei prodotti per garantire la protezione dai malware e dalle minacce più recenti. Scegliere soluzioni di sicurezza informatica sicure e specifiche per la protezione di password e informazioni personali.

 

Famiglie in affitto, un quinto delle spese è per il canone

Le famiglie che vivono in una abitazione in affitto, il 18,7% delle famiglie italiane, in media destinano oltre un quinto della loro spesa complessiva al pagamento del canone. Si tratta di una percentuale che si aggira da un minimo del 13,7% nelle Isole a un massimo del 20,2% nel Nord-ovest.  Secondo l’ultimo report dell’Istat la spesa media per le famiglie che pagano un affitto è di 399 euro mensili, più alta nel Centro (461 euro) e nel Nord, in particolare, 420 euro nel Nord-ovest e 425 euro nel Nord-est. Al Sud la spesa media per il canone è invece di 316 euro mensili, e nelle Isole scende a 309 euro.

Una quota più elevata nei comuni centro delle aree metropolitane

La quota più elevata di famiglie in affitto si registra nei comuni centro delle aree metropolitane (27,7%) e nei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti (21,0%), rispetto al 14,8% dei comuni fino a 50mila abitanti che non appartengono alla cerchia periferica delle aree metropolitane. Nei comuni centro di area metropolitana si paga mediamente un affitto pari a 487 euro mensili, 83 euro in più della media dei comuni periferia delle aree metropolitane o con almeno 50mila abitanti, e 142 euro in più dei comuni fino a 50mila abitanti che non fanno parte della periferia delle aree metropolitane.

La spesa media mensile per i consumi è di 2.571 euro

Nel 2018, riporta Adnkronos, la stima della spesa media mensile per consumi delle famiglie residenti in Italia è stata pari a 2.571 euro in valori correnti, sostanzialmente invariata rispetto al 2017 (+0,3%), quando era cresciuta dell’1,6% sul 2016. Pur in attenuazione, restano ampi i divari territoriali, e il differenziale maggiore è tra Nord-ovest e Isole (circa 800 euro).

Come in passato, i livelli di spesa più elevati, e superiori alla media nazionale, si registrano nel Nord-ovest (2.866 euro), nel Nord-est (2.783) e nel Centro (2.723 euro). Più bassi, e inferiori alla media nazionale, nel Sud (2.087 euro) e nelle Isole (2.068 euro).

Per l’abitazione si spende il 35,1% del totale

Per Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili, manutenzione ordinaria e straordinaria la spesa resta invariata rispetto all’anno precedente (con l’eccezione del Nord-est, dove si contrae del 3,5%) ed è pari a 903 euro (il 35,1% del totale), di cui 589 euro di affitti figurativi. Tra le spese non alimentari, la quota più rilevante dopo l’abitazione è destinata ai Trasporti (11,4%, 292 euro), seguono Altri beni e servizi (7,2%), Servizi ricettivi e di ristorazione e Beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (5,0%), Servizi sanitari e salute (4,7%, 121 euro mensili), Abbigliamento e calzature (4,6%), Mobili, articoli e servizi per la casa (4,2%). Solo la spesa per le Comunicazioni, pari al 2,4% della spesa totale (62 euro mensili), si contrae in misura significativa (-2,5%) rispetto al 2017.

 

Ecodom nel 2018 ha gestito 126 mila tonnellate di rifiuti RAEE

Nel 2018 il consorzio Ecodom ha trattato oltre 105 mila tonnellate di rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, di cui il totale ammonta a 126mila tonnellate, con un taglio delle emissioni di CO2 pari a 808 mila tonnellate. Secondo l’undicesima edizione del Rapporto di Sostenibilità relativo all’anno 2018, su un totale di 310.610 tonnellate di RAEE Domestici gestiti complessivamente nel sistema formale italiano, 105.824 tonnellate, pari al 34,1%, sono state processate nella filiera di trattamento gestita dal consorzio.

Oltre ai RAEE Domestici si aggiungono ulteriori 8 tonnellate di pile e accumulatori portatili (RIPA) e 20.200 tonnellate di Rifiuti Aziendali, di cui 4.808 tonnellate di RAEE professionali.

Risparmiati 130,8 milioni di kWh di energia e riciclate 94.365 tonnellate di materie prime

Il lavoro di Ecodom ha inoltre permesso di risparmiare 130,8 milioni di kWh di energia, corrispondente al consumo elettrico annuo di una città di 120mila abitanti, come Bergamo. E l’opera del consorzio ha reso possibile riciclare 94.365 tonnellate di materie prime seconde provenienti da RAEE. Il tutto con un livello di servizio, misurato sulla puntualità dei ritiri dai Centri di Raccolta, pari al 99,84%. Più in particolare, nel 2018 Ecodom ha gestito il 43,6% dei RAEE appartenenti al Raggruppamento R1 (Freddo e Clima) con 36.704 tonnellate, e il 64,2% degli R2 (Grandi Bianchi), con 65.300 tonnellate. A queste quantità si aggiungono quelle dei RAEE R3 (televisori e monitor) con 2.627 tonnellate (pari al 4,4% sul totale nazionale), dei RAEE R4 (informatica, elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici e apparecchi di illuminazione) con 1.189 tonnellate (1,9%), e dei RAEE R5 (sorgenti luminose) con 3 tonnellate (0,2%).

Principali output del riciclo 66.225 tonnellate di ferro e oltre 12mila di plastia

Nel 2018 i Punti di Prelievo (PdP) gestiti da Ecodom sono stati 4.825, ed è cresciuto il numero dei trasporti effettuati dagli automezzi al servizio di Ecodom, arrivati a 46.676 (+5,7% rispetto al 2017). Dai rifiuti (RAEE, RIPA e Rifiuti Aziendali) lavorati nel 2018 presso gli impianti partner di Ecodom è stato possibile recuperare materie prime seconde per un peso totale di 112.951 tonnellate. Gli output principali del riciclo sono state 66.225 tonnellate di ferro, oltre 12mila tonnellate di plastiche, circa 10mila tonnellate di metalli non ferrosi e 3mila tonnellate di vetro.

Ricavi superiori a 38 milioni di euro

Nell’anno 2018 il lavoro di Ecodom, riporta Askanews, ha generato ricavi superiori a 38 milioni di euro, con una flessione del 6,5% rispetto all’anno precedente. Le principali entrate sono state determinate dagli Eco-contributi RAEE, superiori a 16 milioni di euro (-26% rispetto al 2017), dai ricavi provenienti alla valorizzazione delle materie prime seconde, superiori a 13 milioni di euro (+3,6%), e dai ricavi ottenuti dalla gestione dei Rifiuti Aziendali, pari a 7,7 milioni di euro (+52,8%).

Quando i genitori sono un ‘elicottero’ in perenne soccorso dei figli

Sempre in ansia, sempre in mezzo, pronti a tutto pur di risolvere i problemi dei figli. Insomma, “genitori elicottero”, perennemente in soccorso, che sorvolano sopra le loro teste per controllare qualsiasi cosa facciano, e infine atterrano per risolvere ogni situazione. Magari in buona fede, con l’idea di far crescere i figli evitando loro di conoscere il dolore, e farli scivolare senza sforzo lungo il cammino della vita. Viene da chiedersi come ha fatto l’umanità a sopravvivere fino a oggi senza genitori di questo tipo. Ma anche, come fa l’umanità fuori dalla comfort zone delle nostre “calde cucce occidentali” ad andare avanti senza l’elisoccorso?

Non si fidano di nessuno, e non hanno il senso della misura

Di questa tendenza iperprotettiva si sono occupate due redattrici dello Spiegel Online, Lena Greiner e Carola Padtberg, nel libro Genitori Elicottero, Feltrinelli Urra, che raccoglie episodi spesso esilaranti raccontati dai lettori. Gli aneddoti arrivati da educatori, pediatri, o allenatori di calcio, dimostrano che i genitori elicottero non si fidano più di nessuno, e spesso non hanno il senso della misura. C’è infatti chi arriva a chiamare l’avvocato per agire nei confronti della scuola o di un insegnante. Ma genitore elicottero è anche quello che aiuta i figli nei compiti, correggendoli a casa prima che i ragazzi li riportino a scuola. Per non parlare dei padri ambiziosi, una vera e propria piaga per gli allenatori di calcio.

Quando arriva l’affrancamento le conseguenze possono essere drammatiche

Dove la vicenda si fa più tragica è quando i figli raggiungono l’età giusta per non avere anagraficamente più bisogno della rete genitoriale, riporta Ansa. Eppure anche lì fidarsi è bene, ma controllare è meglio. Ed ecco genitori che vanno a prenotare l’esame all’Università, a riempire il frigorifero della casa dove sono andati ad abitare i figli studenti, e persino a rispondere per loro agli annunci di lavoro. Poi, a un certo punto, arriva l’affrancamento, ma le conseguenze possono essere drammatiche. I genitori elicottero infatti hanno protetto i figli in modo fanatico per una vita, puntando tutto sulla prole e mettendo le loro vite in secondo piano. Insomma, facendo del loro essere genitori una ragione di vita.

“Negli ultimi due decenni padri e madri hanno perso molte sicurezze”

Occuparci dei figli può dare dipendenza, ci illude di renderci felici, ma quando sono andati via dal nido cosa resta di noi?  “Questi genitori non sono in grado di tracciare una linea di demarcazione tra se stessi e i figli, ciò accade perché negli ultimi due decenni padri e madri hanno perso molte sicurezze sul lavoro e sul welfare – spiega lo psichiatra dell’età evolutiva Michael Winterhoff -. Inconsapevolmente questi genitori trasformano la felicità del figlio nella propria felicità: percepiscono il figlio come un loro prolungamento, vivono in simbiosi. I genitori devono rendersi conto di non poter essere i migliori amici dei figli. Il loro compito è orientarli, guidarli, proteggerli, dire di no”.

La diversità di genere non è una priorità nelle aziende tech: la ricerca di di Booking.com

Il 44% delle donne impiegate nel settore della tecnologia pensa che la diversità non sia ancora adeguatamente promossa dalle proprie aziende. Ecco, in estrema sintesi, il “verdetto” del sondaggio condotto a livello globale da Booking.com, una delle aziende più importanti nel mondo dei viaggi e leader in campo tecnologico. Circa la metà delle intervistate quindi, il 56% per la precisione, ritiene la propria azienda interessata alla promozione della diversità di genere e attiva in questa direzione. Tradotto nella pratica, il dato dell’inchiesta significa che sebbene siano state intraprese molte iniziative per ridurre il divario tra generi e incoraggiare sempre più donne a intraprendere una carriera nel tech, resta ancora molto da fare per far crescere talenti al femminile. “Le aziende in campo tecnologico devono necessariamente ridefinire la rotta intrapresa: non solo per far restare la forza lavoro al femminile, ma anche per far tornare chi ha lasciato temporaneamente il settore e sta cercando di reinserirsi. Attirando talenti con un tale bagaglio di conoscenza ed esperienza, le aziende possono trarre benefici non solo dal punto di vista della cultura e della reputazione, ma anche monetario” dice il sondaggio.

Un divario che cresce invece di diminuire

La realtà non gioca a favore della messa in luce delle tante capacità delle donne. L’ultimo World Economic Forum Gender Gap Report ha indicato come in tutto il mondo il divario tra i generi stia crescendo invece di diminuire. Eppure le donne continuano a contribuire significativamente a vari aspetti del business. Alla domanda su quali benefici potrebbe portare una maggiore diversificazione e varietà nella forza lavoro, il 90% delle donne (già impiegate nel settore o alla ricerca di una carriera nel tech) ha risposto che potrebbe aiutare ad avere più punti di vista, dovuti a diversi tipi di formazione ed esperienze. Il 90% ha indicato maggiore flessibilità nei benefit e per il 90% è stato importante sottolineare la possibilità di avere un migliore ambiente di lavoro, a vantaggio di tutti i dipendenti. Inoltre, le donne sentono che una loro maggiore presenza nel mondo del tech potrebbe contribuire a migliorare la reputazione del brand e dell’azienda (secondo l’88%), e la fiducia in generale nell’intero settore (per l’87%). I dati di settore mostrano anche vantaggi economici più ampi: la ricerca di PricewaterhouseCoopers ha mostrato di recente come un aumento delle donne lavoratrici del 5% (raggiungendo così il 75%) potrebbe dare una spinta al prodotto interno lordo del Regno Unito di circa il 9%. Mica poco.

La carica in più di chi torna dopo una pausa 

Oggi oltre 3 donne su 5 tra quelle che sono tornate al lavoro, o che vorrebbero farlo, pensano che l’aver preso una pausa possa aver danneggiato le loro possibilità di carriera e circa il 73% crede che il settore debba impegnarsi di più per agevolare il loro rientro al lavoro. La risposta potrebbe essere nei programmi di reinserimento, presenti non solo nel tech ma anche in altri comparti. Il 70% delle donne che rientra nel tech considera queste iniziative un ottimo modo per superare le difficoltà iniziali, con attenzione speciale ai training, allo sviluppo di nuove competenze e a sessioni di mentorship.