L’idea di abbandonare il proprio impiego spesso è pervasa da una serie di paure. Tuttavia, uscire dalla propria zona di comfort può portare a nuove possibilità di crescita e realizzazioni. Di fatto, però, secondo gli ultimi dati del Ministero del Lavoro riguardanti le comunicazioni obbligatorie, nel 2022 sono state registrate quasi 2,2 milioni di dimissioni, +13,8% rispetto al milione e 930mila del 2021. E secondo il sondaggio ‘New Year, New Career’ di Monster.com, nel 2023 il 96% dei lavoratori era alla ricerca di una nuova posizione lavorativa.
Le ragioni principali? Necessità di un reddito più alto (40%), disoccupazione (35%), mancanza di opportunità di crescita (34%), un ambiente lavorativo tossico (25%).
La qualità della leadership è cruciale
Emergono infatti nuovi modelli di aziende che pongono il benessere e la crescita dei dipendenti al centro delle proprie azioni, creando un ambiente di lavoro sano e virtuoso. Al contrario, un contesto lavorativo tossico, può avere pesanti ripercussioni sulla vita dei lavoratori.
Ma come riconoscere un’azienda tossica?
“Spesso – spiega Alessandro Da Col, top voice di LinkedIn e co-fondatore dell’Accademia Crescita Personale Meritidiesserefelice -, le atmosfere tossiche derivano da una direzione inadeguata. Un leader efficace non solo interviene prontamente di fronte ai comportamenti dannosi per il team, ma agisce anche da modello, motivando e ispirando in maniera autentica”.
Comunicare efficacemente e sviluppare lo spirito di gruppo con azioni di team building sono aspetti fondamentali.
Trattamento equo senza favoritismi da parte dei dirigenti
“È importante anche agire equamente e con la massima trasparenza, condividendo sempre, nei singoli team, le informazioni, trasmettendo il proprio know-how ai neoassunti, rispettando le proprie mansioni – aggiunge il co-fondatore, Alessandro Pancia – e mantenendo una chiara separazione tra la sfera professionale e quella personale”.
Se poi il dipendente commette un errore, soprattutto se involontario e di entità minima, non deve essere mobbizzato, ma avere l’occasione di correggere il danno arrecato all’azienda.
“Emarginare un lavoratore – conferma Da Col – può innescare dinamiche negative, sia perché le persone che lavorano in azienda non vengono valorizzate, sia perché possono nascere rivalità e conflitti tra colleghi”.
Rispettare gli orari ed evitare il rust-out
Dunque, è fondamentale mettere in pratica una sana cultura del fallimento, e al tempo stesso, dare un giusto riconoscimento in caso di successo.
Riguardo agli orari, occorre rispettare la separazione tra lavoro e vita privata, il diritto alla disconnessione nelle ore notturne e nei giorni festivi.
In un ambiente di lavoro stimolante, il rust-out, la mancanza di slancio e stimoli quando si devono affrontare nuovi progetti e nuove mansioni, dev’essere ridotto al minimo, anche se si svolge un lavoro ripetitivo.
“In questo caso – commenta Pancia -, il segreto sta, innanzitutto, nell’affrontare il problema con il proprio capo e, successivamente, iniziare a svolgere compiti meno noiosi”.









