Mobilità urbana: in Italia è a misura di bambini?

Clean Cities ha stilato classifica delle migliori città europee per la mobilità di bambine e bambini. Gli indicatori considerati sono tre. Il primo è il numero di ‘strade scolastiche’ presso le scuole primarie per regolare il traffico e aumentare la sicurezza stradale, ridurre il rumore e migliorare la qualità dell’aria, favorire il cammino e l’uso della bicicletta da parte dei bambini.

Il secondo indicatore è il numero di piste ciclabili. I bambini si sentono più sicuri sulle piste ciclabili separate fisicamente dal traffico.
Il terzo indicatore è il limite della velocità in ambito urbano a 30 km/h, che riduce inquinamento e incidenti. Una misura supportata da OMS, OCSE e Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti.

A che punto sono le città italiane

Nella classifica complessiva delle città europee nessuna città italiana rientra nella top 10.
Le migliori performance italiane sono Bologna (16ª), Milano (23ª) e Torino (24ª), mentre Firenze (29ª) e Roma (32ª) si trovano nella parte bassa della classifica generale.

Rispetto ai singoli indicatori l’Italia mostra segnali positivi per quanto riguarda le strade scolastiche, con Milano 2ª a livello europeo, Torino (4ª) e Bologna (11ª). Anche Roma (16ª) mostra progressi, mentre Firenze è in fondo alla classifica, tra le 10 che non hanno nemmeno una strada scolastica.

Ancora indietro per moderazione di traffico e velocità

Rispetto all’indicazione della moderazione della velocità e del traffico motorizzato, la performance italiana è modesta. La migliore tra le città italiane è Bologna (18ª nella classifica generale), prima grande città italiana a diventare Città 30, seguita da Firenze (24a). Milano è al 30° posto fra le 39 città analizzate, Torino al 31°. Roma (33°) è ancora molto indietro. 

Considerando i benefici riconosciuti della riduzione della velocità sulla sicurezza stradale, l’inquinamento dell’aria e acustico e la promozione della mobilità attiva c’è ancora molta strada da fare.

Piste ciclabili: serve un investimento deciso

Anche per quanto riguarda le infrastrutture per la ciclabilità le città italiane restano ancora deboli.
Roma è tra ultime a livello europeo. Milano, Firenze, Bologna e Torino sono tutte nel gruppo medio-basso, segno che serve un investimento deciso in infrastrutture ciclabili sicure e continue.

Insomma, l’Italia non è certo nelle posizioni al vertice della classifica generale, ma alcuni segnali sono incoraggianti.
Le città con una visione politica più strutturata, risorse stabili e una pianificazione di lungo periodo hanno mostrato risultati coerenti, sfruttando l’opportunità di rendere le città luoghi più sicuri e sani. E a misura di persona.