Cybersecurity industriale: troppe falle nei sistemi OT. Lo dice un nuovo studio

La trasformazione digitale ha profondamente cambiato il settore industriale, ma non sempre le imprese sono preparate a fronteggiare le minacce informatiche che ne derivano.

Un recente studio condotto da VDC Research in collaborazione con Kaspersky, intitolato “Securing OT with Purpose-built Solutions”, fotografa una realtà allarmante: molte aziende nei settori energia, trasporti, utility e manifattura espongono i propri impianti a gravi rischi a causa di misure di sicurezza insufficienti.

Sistemi OT: mancano analisi e aggiornamenti

L’indagine ha coinvolto oltre 250 professionisti del settore, rivelando una gestione spesso lacunosa della sicurezza nei sistemi OT (Operational Technology), quelli che controllano fisicamente impianti e processi industriali. Solo il 29% delle aziende dell’area EMEA esegue test di vulnerabilità su base mensile. Ancora più preoccupante: quasi il 20% li svolge solo una o due volte l’anno, mentre il 4% interviene solo in caso di necessità.

Questo approccio espone a gravi rischi operativi: da interruzioni impreviste della produzione a danni economici e reputazionali, conseguenze sempre più frequenti in caso di attacchi informatici.

Patch poco frequenti, visibilità scarsa: la sicurezza resta indietro

Anche sul fronte degli aggiornamenti software (le cosiddette patch), il quadro non migliora. Il 33,9% delle aziende intervistate applica patch mensilmente, ma ben il 45% lo fa ogni pochi mesi e il 17% solo una o due volte l’anno. In un ambiente OT, dove i cicli produttivi non possono essere facilmente interrotti, pianificare gli aggiornamenti diventa una sfida tecnica e organizzativa.

Le difficoltà aumentano per via di sistemi eterogenei, scarsamente documentati o basati su tecnologie proprietarie. A questo si aggiungono problemi di competenze interne e limiti imposti da normative settoriali.

L’effetto IoT: cresce la superficie d’attacco

La crescente diffusione di dispositivi connessi – sensori, videocamere, sistemi intelligenti – ha ampliato in modo significativo la superficie d’attacco. In uno scenario dove i confini tra IT e OT diventano sempre più sfumati, le soluzioni tradizionali non bastano più.

Sicurezza integrata e progettata in origine

Kaspersky risponde con una piattaforma pensata appositamente per il mondo industriale: Kaspersky Industrial CyberSecurity (KICS). Questo sistema integra strumenti per l’inventario degli asset, la valutazione del rischio e la gestione centralizzata della sicurezza. Una delle sue caratteristiche chiave è la scalabilità, che consente di proteggere infrastrutture complesse e distribuite con un’unica soluzione.

“Abbiamo adottato un approccio Secure-by-Design, sviluppando sistemi resilienti per natura”, spiega Dmitry Lukiyan, responsabile della Business Unit KasperskyOS. “I nostri prodotti sono in grado di resistere anche a minacce sconosciute, senza dipendere da aggiornamenti costanti. Questo riduce i costi e semplifica la manutenzione, garantendo al tempo stesso un alto livello di protezione”.

Convergenza IT/OT: serve una strategia condivisa

La fusione tra tecnologie IT e OT impone un ripensamento delle strategie di cybersecurity. Solo adottando un approccio integrato, basato sulla conoscenza degli asset, l’analisi del rischio e una protezione nativa, sarà possibile garantire la sicurezza delle infrastrutture critiche e la continuità operativa.