EY Tax & Finance Operations: l’88% delle aziende italiane rivede il proprio modello operativo

Secondo la nuova edizione della survey EY Tax and Finance Operations 2025, per effetto delle tensioni geopolitiche l’88% delle aziende italiane sta apportando cambiamenti significativi alle proprie operation. Una quota superiore rispetto all’81% del dato globale e in crescita del 63% sul 2024.

Per rispondere a un contesto caratterizzato da cambiamenti non lineari, rapidi e interconnessi, le imprese accelerano la trasformazione dei modelli fiscali e finanziari. L’88% considera infatti dati, AI e tecnologia come priorità assolute per la funzione fiscale e finanziaria, superando di due punti la media globale (86%).
Tuttavia, solo una quota minoritaria si ritiene pronta a sfruttarne pienamente il potenziale.

Non tutte le imprese sono pronte per l’AI nelle funzioni fiscali e finanziarie

L’ostacolo principale è la difficoltà nel definire ed eseguire una strategia sostenibile in materia di dati e tecnologia (64%). Infatti, se l’adozione dell’AI incide soprattutto sulla gestione dati, l’automazione dei processi e gli analytics avanzati, le aziende non si considerano abbastanza preparate a sviluppare e implementare agenti AI nelle funzioni fiscali e finanziarie (54%, 61% globale).
Solo il 5% dichiara un elevato livello di fiducia nella propria strategia tecnologica (17% globale).

Il valore dell’AI è strettamente legato alla qualità dei dati che la alimentano, ma solo il 16% dei responsabili fiscali si dichiara molto sicuro nella gestione dei dati. E il 38% ritiene che la propria strategia sia allineata a quella aziendale complessiva.

A caccia di talenti con competenze innovative 

Al contrario, le organizzazioni più avanzate adottano modelli basati su dati centralizzati, accessibili e integrati, condizione necessaria per supportare l’AI e superare le principali barriere all’innovazione tecnologica.
Quanto alle competenze digitali, il 98% delle aziende le considera fondamentali per i professionisti fiscali del futuro, un valore superiore alla media globale. Tra le competenze ritenute più rilevanti figurano le capacità tecniche fiscali, il pensiero critico e strategico e il problem solving.

La riduzione dei nuovi ingressi nel settore rappresenta però un elemento di rischio. Per fronteggiare questa dinamica, il 70% delle imprese, in aumento rispetto all’anno precedente, investe in programmi di formazione interna e nell’assunzione di nuovi talenti con competenze innovative.

Co-sourcing e sfide normative

Secondo la survey, oggi il personale fiscale interno dedica il 53% del tempo ad attività operative, mentre solo il 16% su attività a maggiore specializzazione.
I leader del settore auspicano un riequilibrio, ovvero, ridurre al 21% il tempo dedicato ai compiti ricorrenti e aumentare al 34% quello destinato alle attività strategiche.

La principale sfida normativa? Si conferma BEPS 2.0, con l’85% delle aziende che indica la compliance con le regole Pillar Two come priorità (vs 81% globale).
Solo l’8% si dichiara però molto preparato a rispettare i nuovi requisiti di reporting (vs 21% globale), mentre l’88% ha già visto aumentare il proprio carico fiscale a causa di BEPS 2.0 (vs 85% globale).
Inoltre, il 58% sta collaborando con provider esterni e il 68% prevede di divulgare volontariamente il totale delle tasse pagate. Una quota più del doppio rispetto al 2023 (37%) ma meno della media globale (80%).