Il livello medio di adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane non è ancora pienamente diffuso, sebbene negli ultimi anni risulti in crescita. I dati elaborati dai PID, i Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio, sulla base dei test di autovalutazione effettuati dalle imprese, mostrano infatti un miglioramento ancora contenuto della maturità digitale. Eppure il digitale fa bene alle imprese.
Secondo l’analisi di Unioncamere e Centro studi Tagliacarne le imprese digitalizzate mostrano una produttività superiore del 12% rispetto alle altre, e una maggiore propensione all’export (+67%).
Se ne è parlato nel corso dell’incontro “Transizione digitale per le piccole imprese: strumenti e risorse disponibili”, organizzato da Unioncamere e Il Sole 24 Ore.
I PID accompagnano le aziende nei processi di cambiamento
“I PID stanno svolgendo un ruolo determinante, avendo accompagnato oltre 800.000 imprese nei processi di cambiamento attraverso l’erogazione di servizi di informazione, formazione, assessment, orientamento e mentoring – ha sottolineato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli -. È necessario ampliare questa linea di azione, con iniziative capaci di rendere sempre più accessibili alle imprese le nuove tecnologie, e in particolare l’Intelligenza artificiale, creando cultura e consapevolezza e soprattutto adeguati strumenti finanziari per sostenere e procedere nella rivoluzione digitale”.
Meno Apprendiste più Esperte e Specialiste
Il sistema produttivo nazionale, però, non è proprio all’abc sul 4.0. Pur restando consistente, è diminuita la quota di imprese che conoscono e utilizzano poco le soluzioni più avanzate proposte dalla digitalizzazione. Tanto che le aziende denominate Esordienti e Apprendiste sono passate dal 60,5% del 2018 al 42% del 2024.
In compenso, sono aumentate le imprese considerate Specialiste, quelle che mostrano una applicazione limitata delle tecnologie abilitanti, passate dal 29,7% al 39,1% nel medesimo arco temporale, così come le Esperte (dal 6,5% al 13,7%) e le Campione (dal 3,3% al 5,2%), le aziende, cioè, che hanno pienamente inserito le nuove tecnologie nei propri processi/prodotti o servizi.
Attacchi informatici e AI le sfide principali per le più piccole
Di sicuro, però, le imprese hanno due snodi importanti con i quali confrontarsi: la sicurezza informatica, i cui attacchi sono cresciuti del 644% tra il 2020 e il 2024, e l’adozione dell’Intelligenza artificiale, oggi limitata al 13,1% della platea imprenditoriale.
Per questo sono utili strumenti come PID-Next, l’iniziativa nazionale diretta ad accompagnare le micro, piccole e medie imprese nei percorsi di transizione digitale.
Il progetto è promosso da Unioncamere con il supporto di Dintec, finanziato con risorse PNRR e sostenuto da fondi dell’Unione Europea – NextGenerationEU.
