Cancro al seno: le 7 domande più frequenti

Quelle che seguono sono le domande più ricorrenti che le pazienti fanno al proprio senologo Milano, sia quando interessate dal cancro al seno che quando il controllo periodico non riscontra problemi.

È necessario fare una mastectomia?

È una delle prime domande che si pongono le donne a cui è stato appena diagnosticato un cancro al seno. Ecco perché bisogna informarle del fatto che, prima di indicare un trattamento, bisogna effettuare un test che consenta di individuare l’esatto tipo il tumore di ciascuna paziente in particolare.

Individuato l’esatto tipo di cancro sarà possibile dare un’indicazione accurata di quella che sarà la migliore modalità di trattamento. La decisione che sarà presa da un comitato di cui fanno parte tutti gli specialisti coinvolti nella diagnosi e nella cura del cancro di quella persona.

La tendenza è quella di preservare la ghiandola mammaria ed evitare la mastectomia per tumori che hanno caratteristiche molto specifiche (quando nella mammella è presente più di un focolaio o il tumore ha una dimensione tale da non garantire l’ottenimento di risultati estetici soddisfacenti dopo l’intervento).

I miei capelli cadranno?

I capelli cadranno solo se il cancro riscontrato nella paziente richiede la somministrazione di farmaci chemioterapici, prima o dopo l’intervento chirurgico. L’oncologo di solito informa la sua paziente sugli effetti collaterali dei farmaci che dovrà ricevere.

 Che tipo di dieta devo seguire?

La dieta dovrebbe essere semplice, basata sui prodotti della dieta mediterranea seguendo le quantità e le proporzioni incluse nella sua stessa piramide alimentare. Molte pazienti traggono beneficio dalla consulenza nutrizionale e dietetica che chiarisce dubbi concreti, i quali sono solitamente causati da articoli sui benefici di diete strane e fantasiose, alcune impossibili da eseguire e con benefici dubbi sulla loro efficacia.

Il cancro al seno è ereditario?

L’ereditarietà del cancro al seno rappresenta il 3-5% di tutti i tumori che vengono diagnosticati. Se ci sono precedenti episodi in famiglia, le altre donne hanno maggiori possibilità di vedersi diagnosticare un cancro al seno. Dunque esiste una predisposizione familiare, per questo quando si studia l’albero genealogico di una famiglia e si scopre che nelle generazioni precedenti ci sono stati casi di cancro al seno, si raccomanda di effettuare una consulenza genetica per valutare l’origine della determinazione dei geni BRCA1 e BRCA 2.

Come gestisco l’ansia?

La gestione dell’ansia dipende dalla personalità di ogni donna, dalle circostanze familiari, dal lavoro e dall’ambiente sociale che contribuisce positivamente ad accompagnare e aiutare la donna che, recentemente ricevuta la diagnosi di tumore al seno, affronta la situazione come un percorso ad ostacoli.

Allo stesso modo, rivolgersi a professionisti della salute mentale e psicologi può aiutare a ridurre il carico di ansia.

 Come lo spiego alla mia famiglia?

Alcune donne preferiscono essere quelle che danno la notizia alla loro famiglia, altre preferiscono delegare questo compito. Dipende anche dalla personalità della persona e dal suo rapporto con i suoi cari. Il modo migliore sarebbe quello di trasmettere le informazioni in maniera oggettiva, in modo da non creare false aspettative positive o negative. In nessun caso l’opzione migliore sarà nascondere questa notizia, ma provare a trasmetterla in maniera sincera e al tempo stesso delicata.

Potrò avere un figlio dopo il cancro?

Poiché attualmente si riscontra un deciso aumento di diagnosi precoci del cancro al seno, ed è disponibile un ampio ventaglio di risorse terapeutiche, le donne che non hanno ancora soddisfatto il loro desiderio genetico al momento della diagnosi hanno la possibilità di preservare i propri ovociti e possono dunque rimanere incinta una volta che la malattia è in remissione e sono terminati i trattamenti. Chiaramente è sempre necessario il consenso di oncologi e ginecologi.

Al di là di questi dubbi, c’è un aspetto in particolare che non si deve mai trascurare, e cioè che bisogna combattere questa battaglia tutti i giorni dell’anno, e non solo in un giorno specifico!